Per vedere accreditati i 500 euro (si spera) della Carta Docente, i docenti dovranno attendere febbraio, altro che gennaio. A confermarlo è stata Daniela Rosano, segretaria generale Anief, ai microfoni della Tecnica della Scuola.
Carta Docente, rischiamo di vederla a febbraio: le parole di Rosano (Anief)
“Rischiamo di vedere le risorse della Carta del Docente soltanto a febbraio 2026, cosa che sarebbe davvero un danno per il personale che magari ha già impegnato queste risorse per corsi di formazione, abilitazione e specializzazione. Certo, siamo contenti dell’estensione della card al 30 giugno, come sempre la Anief ha chiesto e come ha fatto sempre riconoscere nei tribunali, ma chiediamo che l’importo non venga ridotto, neanche di un euro. Soprattutto che arrivi subito al personale”, queste le parole della sindacalista.
“I motivi sono stati citati dalla sottosegretaria Paola Frassinetti: il fatto è che la platea si è allargata e che l’amministrazione deve ora riconsiderare i nuovi numeri, quindi ri-progettare tutta la struttura anche dalla piattaforma. Questo, però, per quanto ci riguarda è inaccettabile, perché sei mesi dopo vuol dire che la carta del docente rischia di diventare inutile per la sua funzione di sostenere la formazione, la quale, ricordiamo, è obbligatoria per il personale docente e quindi deve essere garantita anche attraverso questo beneficio”, ha aggiunto.
Carta docente, le novità
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.
Carta Docente, sarà di 500 euro?
Ma la Carta rimarrà di 500 euro? Nel decreto c’è scritto che “l’importo della carta docente è determinato, sulla base delle risorse disponibili a legislazione vigente, in relazione al numero effettivo degli aventi diritto”.