Parliamo del DL 9 settembre 2025, n. 127, il Decreto scuola appena approvato in Gazzetta Ufficiale: l’argomento clou del provvedimento non può che essere quello della carta del docente, poiché l’ampliamento dell’utilizzo e dei destinatari (per la prima volta destinata anche i precari con supplenza sino al 30 giugno) sta producendo un maxi-ritardo senza precedenti sulla messa a disposizione dei fondi utili all’aggiornamento (pure dei residui dell’anno scolastico 2024/25), considerando che negli anni passati lo sblocco è coinciso tra la fine settembre e l’inizio ottobre. Ma non solo, perchè c’è poi il concreto pericolo, per circa 900mila insegnanti di ruolo e precari, di vedersi anche decurtata la somma annuale di 500 euro prevista dalla Legge 107/15: se non dovessero essere reperiti altri fondi pubblici (servono circa 150 milioni di euro) la decurtazione, si stima pari a circa 100 euro, appare pressoché inevitabile.
“La Tecnica della Scuola” ne ha parlato con Daniela Rosano, segretaria generale Anief.
Rosano, è da poco stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo già approvato in Parlamento. Questo testo allarga, tra le altre cose, la platea dei docenti per l’accesso alla Carta del docente. Con quali conseguenze?
Questo significa che c’è un 25% in più del personale che potrà ricevere e potrà avere accesso al beneficio. Questo però è anche un problema, perché al momento le risorse per la Carta del docente sono invariate. Per questo, l’Anief ha presentato in Legge di bilancio un emendamento per chiedere di reperire risorse aggiuntive, così da ripianare quelle destinate alla Carta del docente, in modo che l’importo resti invariato. Anche perché la legge originaria, del 2015, prevedeva 500 euro. Dunque, non comprendiamo il motivo per cui debba essere modificato questo importo.
Cos’altro dobbiamo aspettarci?
Oltre a questo, rischiamo di vedere le risorse della Carta del docente soltanto a febbraio 2026, cosa che sarebbe davvero un danno per il personale che magari ha già impegnato queste risorse per corsi di formazione, abilitazione e specializzazione. Certo, siamo contenti dell’estensione della card al 30 giugno, come sempre la Anief ha chiesto e come ha fatto sempre riconoscere nei tribunali, ma chiediamo che l’importo non venga ridotto, neanche di un euro. Soprattutto che arrivi subito al personale.
Se si sbloccherà la Carta del docente a febbraio, si tratterebbe di un ritardo di sei mesi. Perché questa data così distante?
I motivi sono stati citati dal sottosegretario Paola Frassinetti: il fatto è che la platea si è allargata e che l’amministrazione deve ora riconsiderare i nuovi numeri, quindi ri-progettare tutta la struttura anche dalla piattaforma. Questo, però, per quanto ci riguarda è inaccettabile, perché sei mesi dopo vuol dire che la carta del docente rischia di diventare inutile per la sua funzione di sostenere la formazione, la quale, ricordiamo, è obbligatoria per il personale docente e quindi deve essere garantita anche attraverso questo beneficio.
Lo sblocco a febbraio vale anche per circa 700.000 docenti di ruolo e per i precari con contratto su posto in organico di diritto, che al momento continuano a non avere accesso per i residui dell’anno precedente. Questo non è paradossale?
Si, questo è a maggior ragione inaccettabile, perché ci sono docenti, appunto di ruolo oppure precari con contratto in scadenza 31 agosto, che l’avevano già ricevuta negli anni scorsi e che adesso trovano la piattaforma bloccata, perché appunto per ragioni tecniche e organizzative non si è riusciti a fare diversamente. E si sta aspettando di riconfigurare per tutti.
E questo vi fa arrabbiare…
Infatti, per questo l’Anief chiede, lo farà sicuramente con la Legge di bilancio 2026, che la cifra resti di 500 euro, come è del resto prevista originariamente dalla normativa.
Parlavamo di decreto scuola, un decreto che contiene altre disposizioni, in particolare per i corsi di sostegno.
Ci sono anche novità positive. Intanto il corso Indire viene esteso, ci sarà tempo per effettuarlo anche al 2026: per l’accesso varrà anche l’anno 2024/2025, come saranno validi gli ultimi otto anni di contratti e non più gli ultimi cinque. E poi sarà aperto sempre a coloro che hanno un titolo all’estero conseguito in data successiva a quella che era prevista originariamente; sarà aperto quindi, come sempre, ai triennali esterni.
E poi?
Aggiungo che per il sostegno agli alunni con disabilità c’è anche la novità importante dell’estensione che fino al 31 dicembre 2026 dà la possibilità di essere assunti da GPS prima fascia, quindi per i docenti specializzati.