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17.08.2026

Carta Docente, alcuni servizi di trasporto ancora non accreditati. I fuorisede non possono usarla proprio quando hanno necessità? L’allarme

La Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto, da quest’anno di 383 euro, è stata finalmente attivata lo scorso 9 marzo, estesa anche ai trasporti. Purtroppo, però, a quanto risulta, alcuni servizi di trasporto non si sono ancora accreditati.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani ha scritto un sollecito rivolto al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per evitare che questo beneficio utile a molti docenti fuorisede non venga poi effettivamente utilizzato.

“Il CNDDU ritiene necessario che siano definite con chiarezza le condizioni che consentano ai docenti di utilizzare la Carta per l’acquisto di biglietti presso i principali operatori nazionali, a partire da Trenitalia e Italo, favorendo il completamento delle procedure necessarie e assicurando informazioni certe sullo stato degli accreditamenti.

Accanto al trasporto ferroviario permane inoltre la questione del trasporto aereo, che merita una specifica riflessione istituzionale. Per moltissimi docenti provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, così come per coloro che prestano servizio in regioni molto distanti dalla propria residenza, l’aereo non costituisce una modalità di viaggio accessoria, ma può rappresentare l’unica soluzione concretamente sostenibile in termini di tempi e distanze.

Alla luce dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il CNDDU rivolge pertanto un formale sollecito al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga verificato con urgenza lo stato di attuazione delle nuove disposizioni e siano promosse le necessarie interlocuzioni con le amministrazioni competenti e con i principali operatori del trasporto nazionale.

È necessario che il personale docente possa conoscere con certezza quali servizi siano ammessi, quali operatori risultino effettivamente accreditati e quali siano i tempi previsti per la piena operatività della misura. Una disposizione destinata ad alleviare il peso economico della mobilità perde inevitabilmente parte della propria efficacia se i suoi destinatari non sono posti nelle condizioni di utilizzarla proprio nel momento in cui ne avrebbero maggiore necessità. Il CNDDU auspica pertanto che l’anno scolastico 2026/2027 possa segnare il passaggio dalla previsione normativa alla piena effettività della misura, sia per il trasporto ferroviario sia attraverso una definizione chiara della questione relativa al trasporto aereo”, concludono.

L’interrogazione parlamentare

Quest’anno le cose cambieranno? Innanzitutto sicuramente il prossimo 31 agosto scadranno le somme residue relative all’anno 2024/2025 e la piattaforma, come ogni anno, andrà probabilmente in manutenzione. Ma quando sarà sbloccata?

Se lo chiede anche Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, che ha deciso di portare la questione direttamente al Mim: “Ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito per chiedere chiarezza sui tempi e sulle risorse della Carta del docente in vista dell’anno scolastico 2026/2027. Molti sono i temi che necessitano di chiarezza: dall’utilizzo (dal 1° settembre in poi) degli importi non spesi, sulla carta docente, all’entità precisa della carta, alla possibilità di utilizzarla – come previsto dalla legge – presso i vettori di trasporto”.

“I ritardi registrati nello scorso anno scolastico hanno compromesso la programmazione delle attività di aggiornamento e creato difficoltà anche agli enti che organizzano percorsi formativi. Per questo chiediamo al Governo di garantire risorse disponibili fin dall’avvio dell’anno scolastico, di ripristinare la dotazione originaria di 500 euro e di rilanciare il ruolo formativo e di aggiornamento di tale importante strumento. La formazione continua degli insegnanti è un investimento strategico per la qualità della scuola italiana e non può essere penalizzata da ritardi, tagli o scelte che ne snaturino le finalità”, ha concluso in un comunicato.

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Decreto ogni anno entro il 30 gennaio

In ogni caso bisogna sottolineare il fatto che nel decreto interministeriale relativo alla Carta Docente 2026, il 59 nel 31 marzo scorso, viene scritto che le somme anche stavolta sono spendibili in due anni, fino al 31 agosto 2027 fermi restando i limiti di utilizzo della Carta per l’acquisto di hardware e software.

Il decreto 9 settembre 2025, n. 127, nel regolamentare il nuovo funzionamento del bonus, ha stabilito che sarà d’ora in poi un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.

Il timore di Castellana (Gilda)

Ai microfoni della Tecnica della Scuola il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha detto la sua sul blocco della piattaforma Carta Docente e ha dato la sua opinione in merito all’attivazione del bonus 2026/2027: “Ho il timore che avvenga come l’anno scorso, calcolando prima il numero del personale precario. Quindi aspettano il 31 dicembre con tutte le nomine al 30 giugno e dopo fanno il calcolo”.

“A questo punto potrebbero lasciare i residui dell’anno precedente. Le risorse servono in autunno, a marzo non serve a niente. La soluzione sarebbe più semplice: stop a piattaforme e situazioni simili. Userei il codice fiscale come in farmacia”.

“Su queste cose non si sbottonano, il mio timore è dovuto alla metodologia dell’anno scorso”, ha concluso.

Come spendere il residuo?

È possibile spendere la quota residua della Carta Docente 2024/2025 acquistando i corsi di formazione della Tecnica della Scuola.

La Casa Editrice La Tecnica della Scuola è ente accreditato dal Mim per la formazione del personale della scuola (prot. n. AOODGPER/6834/2012) adeguato ai sensi della direttiva ministeriale n. 90/2003 adeguato ai sensi della Direttiva n. 170/2016. La partecipazione ai nostri corsi dà quindi diritto all’esonero dal servizio del personale della scuola, nei limiti previsti dalla legge. A fine corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione.

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