La Carta Docente non spetta agli eredi: a chiarirlo una sentenza del Tar Sicilia, riportata da Il Sole 24 Ore, relativa alla vicenda relativa alla vedova di un insegnante deceduto. La donna ha chiesto l’accredito delle somme spettanti al marito, che aveva avuto riconosciuto il diritto al bonus per più anni scolastici, come stabilito da una sentenza.
Il Collegio ha però dichiarato il ricorso inammissibile, affermando un principio netto: la Carta Docente non è un credito liberamente trasmissibile, ma uno strumento strettamente personale, destinato esclusivamente alla formazione e all’aggiornamento professionale del docente in servizio.
Si tratta di una somma “a destinazione vincolata”, che non può essere spesa liberamente e che, per espressa previsione di legge, non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile. Il Tar ha sottolineato inoltre che il diritto alla carta è strettamente connesso alla permanenza nel sistema scolastico. Con la cessazione del servizio – e a maggior ragione con il decesso – il diritto si estingue, poiché viene meno il presupposto funzionale dell’aggiornamento professionale.