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11.11.2025

Cattedre vuote e motivazioni spente: la lunga crisi del mestiere docente colpisce anche la Francia

È crisi nella scuola pubblica in Francia e nell’intera Europa continentale. C’è carenza di docenti e le procedure di reclutamento ed abilitazione del personale restano le medesime, come se vi fosse un numero illimitato di candidati validi. il punto è che la professione dell’insegnamento scolastico risulta sempre meno attrattiva per le nuove generazioni per questioni legati alla retribuzione, all’eccessiva mobilità, alla sicurezza, specie in Francia ove l’assassinio di un docente due anni fa ha comportato un’ondata di dimissioni dal posto di lavoro per lo sdegno che l’evento ha procurato nell’opinione pubblica. In numerose aree rurali – ed economicamente, socialmente complesse – del Paese si è configurato uno scenario di vera e propria caccia al docente. Gli atenei locali fanno fatica, data la scarsa richiesta, ad abilitare giovani alla professione, tanto che il sistema di reclutamento si è arenato. Le aree interessate comprendono regioni come Île-de-France, Lione e Créteil. Le discipline più colpite sono quelle tecnico-scientifiche, per le quali il governo locale è disposto a varare deroghe straordinarie al fine di reclutare il prima possibile.

Crisi infinita per le discipline STEM

In Francia, l’avvio dell’anno scolastico 2025/26 è segnato da una preoccupante emergenza di organico. Secondo un articolo pubblicato da Euronews l’11 settembre 2025, «più della metà delle scuole pubbliche» denuncia almeno un Le carenze sono particolarmente acute nelle regioni di Île-de-France, Lione e Créteil: ad esempio, nell’accademia di Créteil poco meno del 75% delle scuole secondarie e superiori ammette un organico incompleto. Tra le discipline più colpite figurano matematica, fisica-chimica e lingue straniere. Le cause sono molteplici: reclutamento percepito come poco attrattivo, stipendi fermi rispetto agli standard europei e condizioni lavorative gravose. Una docente intervistata dal quotidiano Le Monde ha confessato: «Se fossi giovane oggi, non farei l’insegnante. Con il mio livello di istruzione cercherei un lavoro meglio retribuito e più sicuro». L’effetto sulla qualità dell’istruzione è tangibile: classi più numerose, docenti supplenti spesso non pienamente formati, maggiore stress per il personale e rischio che studenti vulnerabili rimangano senza supporto adeguato.

Gli effetti secondo gli esperti e le misure adottate

Le ripercussioni sulle scuole francesi sono dietro l’angolo e rischiano di avere conseguenze durature. Secondo il rapporto OECD Education at a Glance 2025, il 39% dei docenti della scuola secondaria in Francia ha 50 anni o più (rispetto al 31% nel 2013), segnalando un invecchiamento medio del personale scolastico che non trova adeguato ricambio nelle nuove generazioni. Inoltre, dove le classi superano i 30 studenti e mancano docenti specializzati, la personalizzazione dell’apprendimento e il supporto agli alunni con bisogni specifici diventano un lusso per pochi. Le organizzazioni sindacali avvertono che questa carenza potrebbe trasformarsi in una crisi della professione insegnante: molti docenti dichiarano di aver considerato di lasciare la classe, con un 86% di “smorzamento” della motivazione segnalato in un sondaggio SNES-FSU. Il governo francese ha annunciato misure di reclutamento straordinario, aumenti salariali e semplificazione delle procedure concorsuali, ma gli analisti sostengono che servono interventi strutturali: miglioramento delle condizioni di lavoro, riconoscimento professionale e strategie regolari di attrazione. Gli esperti, inoltre, sostengono che le tempistiche per tali misure siano di fatto incoerenti con le impellenze di reclutamento, da effettuarsi entro poche settimane.

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