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Centemero: “I fondi alle paritarie per i disabili? Doverosi. Il concorso? Si poteva fare meglio”

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L’onorevole Elena Centemero, responsabile scuola e università per Forza Italia, nel corso di una intervista a tempi.it, spiega le sue le perplessità e le sue critica sul merito della legge 107, a iniziare dalla mancata emanazione di un decreto aggiuntivo proposto dalle opposizioni e  “importante perché mira a risolvere alcune problematiche insite nella Buona scuola, anche se purtroppo non scioglie tutti i nodi. Nella fretta, molti argomenti sono stati tralasciati”.

Quali per esempio, continua Centemero “la norma che le supplenze brevi debbano essere saldate entro 60 giorni, sotto responsabilità del Dirigente Scolastico. E in più la data di “inizio” dell’anno scolastico dal punto di vista amministrativo e delle procedure di assunzione: il 15 settembre”.

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Positivo invece “la proroga per l’edilizia scolastica, il cosiddetto programma “belle scuole”, anche se la sicurezza nelle nostre scuole richiederebbe un intervento più strutturale. Elemento di spicco l’assunzione dei docenti delle Graduatorie di Merito 2012 per scuole dell’infanzia, visto che con la Buona scuola erano stati assunti solo docenti delle scuole di altri gradi, discriminandoli, e di questo mi sono battuta tantissimo. E poi i fondi alle scuole paritarie per gli studenti disabili”.

 

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Che è stata una scelta importante, specifica la responsabile di FI, perché nelle scuole paritarie “la percentuale di studenti disabili è cresciuta di tanto, proprio perché hanno una grande attenzione educativa per tutti, ragazze e ragazzi, in particolare per quelli con disabilità e con i BES. Lo Stato deve aiutare le scuole paritarie con risorse per gli insegnanti di sostegno necessari. Il contributo che abbiamo deciso di istituire come partenza è minimo, mille euro all’anno, ma è un segnale. Serve a dare un supporto morale alle famiglie, che non si sentano sole nella scelta educativa dei loro ragazzi. L’Italia è un paese molto arretrato a livello europeo, dal punto di vista della libertà educativa, da sempre compromessa dal pregiudizio ideologico”.


per quanto invece riguarda il maxi concorso, Centemero non ha dubbi: “Probabilmente poteva essere pensato meglio. La prossima volta potrebbe essere pensato un sistema a macro aree, su base di uno o più ambiti territoriali a seconda dei bisogni delle scuole e che permetta lo svolgimento delle prove in gruppi più piccoli. Questo permetterebbe di affrontare il concorso in una città più vicina alla propria di origine, e contemporaneamente avere in aula un numero minore di candidati permetterebbe più agili modalità di svolgimento”.

Solidale invece Centemero con la decisione di consentire il concorso ai soli abilitati: “La legge è così, non si può cercare di aggirarla, è necessario essere abilitati. Come altre ce ne sono state in Italia, per questo non può rappresentare una via di accesso diversa dalle altre. Io sono davvero dispiaciuta per chi ha fatto il Tfa, so che è stata una selezione molto dura, ma non era previsto null’altro che un’abilitazione, e un’abilitazione di per sé non rappresenta una porta privilegiata per l’assunzione, solo per l’accesso a un concorso. L’errore è stato fatto a suo tempo, ora non possiamo più porvi rimedio e vanno rispettate le regole e le leggi”.