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Che anno, lo scorso anno 2014!

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Con una faccia al passato e l’altra al futuro, Gennaio scorso, come Giano bifronte, ci portò l’idea di ridurre di un anno la durata della scuola. Anche l’allora ministra, Maria Chiara Carrozza, si schierò per questa proposta: per equiparare l’età del diploma, 18 anni, con il resto dell’Europa, si diceva a nenia, tranne a sapere, subito dopo, che  come sempre l’Europa era un pretesto. Idea accantonata, ma sempre accesa sotto la cenere, considerato pure che il risparmio per le casse dello Stato, togliendo un anno, sarebbe favoloso, ma ignominioso per l’istruzione e i docenti ancora di più in esubero.  Il 1° gennaio però parti anche ufficialmente Erasmus plus, il nuovo programma dell’Unione europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport per il periodo 2014-2020; e il 24 furono indetti i concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA

Febbraio, il mese della purificazione, nel 2014 non smentì se stesso e al governo di Gianni Letta (“Letta stai sereno”, gli scrisse il giovane sindaco di Firenze) successe quello attuale, a guida Matteo Renzi. In carica a partire dal 22 febbraio, il compito gli fu affidato dal presidente Giorgio Napolitano che però a breve, ha detto, di volere togliere il disturbo. Intanto al Miur, al posto di Maria Chiara Carrozza, deputato PD e Rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, fu nominata Stefania Giannini, segretaria di Scelta Civica e rettore anch’essa, ma rinviata a giudizio, nei giorni scorsi, per dei soldi, sembra, non bene gestiti. Di lei i giornali amano ricordare, a parte il topless sfoggiato in spiaggia, le dichiarazioni con le loro immediate smentite, mentre Renzi l’ha lascia in disparte sulle onde propizie (?) della Buona scuola. Ancora mese di purificazione febbraio, perché all’Invalsi va Anna Maria Ajello su suggerimento di un comitato di saggi che la scelgono tra una rosa di quattro nomi: “in su la cima Rosa”.

Ma a febbraio, dal 3 al 28, si sono aperte, come ogni anno, le iscrizioni alle prime classi delle scuole del primo ciclo, alle prime classi del secondo ciclo, comprese quelle relative ai percorsi di istruzione e formazione professionale erogati in regime di sussidiarietà integrativa e complementare dagli istituti professionali. All’opposto, il 14 febbraio, oltre a essere la giornata degli innamorati, è stato pure l’ultimo giorno utile per presentare istanza di cessazione dal servizio a decorrere dal 1° settembre da parte di tutto il personale, ad eccezione dei Dirigenti scolastici.

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Marzo, il mese guerriero, portò invece una fantasticheria di Renzi: aggiustare le scuole; e fece pure qualche viaggio, tra cori e canzoncine, in alcuni plessi, promettendo miliardi: fateci sapere, scrisse ai sindaci, e noi interverremo;  ma rimane ancora solo l’impegno, mentre i calcinacci, e non solo, cadono sulle teste di alunni e docenti. Previde inoltre un piano di finanziamento di un miliardo per l’edilizia scolastica che avrebbe dovuto coinvolgere ben 20.845 edifici su base nazionale. Il 17 marzo è stata inoltre la data ultima per la  presentazione delle domande relative a progetti di mobilità per l’apprendimento nell’ambito di Erasmus plus.

Aprile si apre, com’è appunto nel suo nome, sia coi dati sulla dispersione scolastica, che non fanno ben sperare all’Italia di raggiungere i parametri del trattato di Lisbona, e sia con l’emanazione del decreto ministeriale per l’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento (GaE) per il triennio scolastico 2014/15-2016/17. Una speranza e pure un pasticcio perché, dei 154.561 iscritti, circa 25 mila sarebbero migrati verso altri luoghi, ma mantenendo sempre l’iscrizione nelle graduatorie in attesa del “non si sa mai”.

Un emendamento infine nella “Legge di stabilità” impose l’obbligo formativo per entrare in ruolo per coloro che nel triennio non avevano avuti incarichi a scuola.

Maggio, il mese dell’abbondanza e delle rose, benché Folgore di San Gimignano lo volesse dedicato alle some, portò il riconoscimento del diploma magistrale come titolo abilitante grazie a un Decreto ministeriale nato però dal pronunciamento del Consiglio di Stato nel giugno 2013. In questo modo oltre 50 mila i docenti della scuola primaria e dell’infanzia sono potuti passare dalla III alla II fascia delle graduatorie d’Istituto. Ma anche chiedere di essere inclusi nelle GaE ed essere assunti in ruolo. Dal 6 maggio infine si sono svolte le prove Invalsi del Servizio Nazionale di Valutazione.

Giugno, giunonico e con le vacanze già in pugno, entra in vigore, a partire dal 6, l’obbligo della fatturazione elettronica: le scuole possono accettare solo fatture trasmesse telematicamente attraverso il Sistema di Interscambio e, nel caso debbano emettere fattura verso altre pubbliche amministrazioni, esse stesse dovranno produrla elettronicamente. Il 18 partirono gli esami di stato conclusivi del II ciclo di istruzione, con l’espletamento della prima prova scritta, mentre il 19 giugno si svolse in sessione ordinaria la prova nazionale Invalsi nell’ambito dell’esame di Stato delle classi III della scuola secondaria primo grado, con un piccolo giallo dovuto a un attacco hacker al sistema informatico Invalsi. Sempre a giugno il Miur stabiliva, come data ultima, il 23 per il conseguimenti dell’abilitazione tramite PAS, i Percorsi Abilitanti Speciali: in questo modo, i neo-abilitati avranno la possibilità di partecipare all’aggiornamento delle graduatorie d’Istituto per chiedere di essere inseriti in seconda fascia.

A luglio qualche momento di panico all’annuncio, non della guerra gallica di Cesare, a cui il mese è dedicato, ma di portare a 36 ore l’impegno settimanale di tutti gli insegnanti. Anche questo un vecchio lascito montiano, ma ancora una volta il pericolo sembra scansato: del tutto? Chissà? In ogni caso è andato in onda, si fa per dire, il riordino della secondaria di II grado della Gelmini, con l’obbligo, nel quinto anno, di insegnare una disciplina non linguistica  in lingua straniera: ecco il CLIL.

Silvia Costa invece viene eletta per acclamazione presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo.

Ad Agosto, quello del grande Augusto, il Governo boccia, in modo inaspettato, l’emendamento alla riforma della Pubblica Amministrazione che in Parlamento aveva avuto il via libera per il pensionamento di circa 4mila dipendenti di Quota 96 della scuola che senza l’approvazione della Legge Fornero avrebbero lasciato il servizio due anni prima. Dopo qualche settimana si saprà che nel frattempo si sono ridotti a 2.700. Tuttavia anche i pochi “Quota 96” purtroppo restano ancora in attesa. Ad agosto cessa pure, con sincero dolore, la pubblicazione cartacea del nostro glorioso quindicinale “La Tecnica della Scuola”, per passare online.

Settembre, dei pastori di D’Annunzio e il Settimo dei romani, porta il regolamento del sistema nazionale di valutazione che prevede, come prima tappa, l’autovalutazione degli istituti scolastici, mentre il 3 viene annunciata dal premier Renzi ‘La Buona Scuola’ con le sue linee guida, e quindi la consultazione popolare a partire dal 15 settembre al 15 novembre 2014. Articolate in 12 punti suscitano più perplessità che consensi. Muore, il 4 settembre, la senatrice Franca Falcucci, prima ministra dell’istruzione.

Ecco ottobre ed ecco il Consiglio dei Ministri approva la proposta della ministra Stefania Giannini di introdurre già a partire dagli esami di stato 2015 solo commissari interni, ad eccezione del Presidente. Il provvedimento entra anche nella Legge di Stabilità, per poi uscirne nel corso delle revisioni parlamentari.

E arriviamo a novembre, nono dei romani, con  la sentenza, del 26, della Corte di Giustizia europea sull’abuso dell’Italia sul precariato: vanno assunti tutti i lavoratori che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio, anche non continuativo, a patto che i posti ricoperti erano vacanti. Esultano tutti i sindacati, mentre i precari, non tutti purtroppo, possono dormire sonni più tranquilli. Nello stesso mese hanno termine le iscrizioni ai Pas on-line organizzati da Cafis Roma3. Si parla anche di una apertura verso il pluralismo educativo. Forza Italia continua la sua battaglia con esultanza della scuole paritarie. Ma il dibattito è condannato a protrarsi ancora.

E a dicembre? Il 3 la ministra Giannini dichiara, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che in Italia ci sono 229mila bambini disabili a fronte di 117mila insegnanti di sostegno, una proporzione virtuosa ma non basta, mentre scoppia il caso “gender” (già del resto scoppiato) che mette l’un contro l’altro le associazioni dei gay e delle lesbiche e quelle cattoliche dell’Age, Agesc, Pro Vita. Anche questo sarà argomento di ulteriori contese, con in mezzo la scuola e i professori.

Cosa accadrà alla scuola nel 2015? Lo vedremo passo passo e giorno per giorno sul nostro sito internet e nel nostro portale, mentre il “Postiglione Tempo” continua incessantemente a incitare alla corsa i suoi cavalli “giù pel monte” e verso una meta impossibile da scorgere.

Rimane certo però il nostro augurio: che possa essere il nuovo anno 2015 portatore di una effettiva e condivisa “Buona scuola”, quella che tutti vorremmo per i nostri figli e i nostri nipoti, per i docenti e il personale. 

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