Home Politica scolastica Chiamata diretta, il direttore: aver insegnato in scuole difficili farà la differenza

Chiamata diretta, il direttore: aver insegnato in scuole difficili farà la differenza

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Sulla chiamata diretta, i presidi daranno un peso maggiore alle esperienze svolte in scuole particolari, speciali, in sedi carcerarie, ospedaliere e all’estero.

A sottolinearlo, in diretta su Radio Cusano Campus, nel corso della trasmissione Open Day, è stato il nostro direttore Alessandro Giuliani.

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“Con le linee guida pubblicate venerdì scorso – ha detto il direttore – il ministero dell’Istruzione ha chiesto ai dirigenti scolastici di inserire sul sito istituzionale della propria scuola un avviso pubblico, dove dal 29 luglio, per infanzia e primaria, si chiederà, agli insegnanti di ruolo finiti negli ambiti, di compilare un curriculum predisposto dal Miur: mentre sinora la precedenza veniva data a chi aveva maggior anzianità di servizio, per la prima volta nella storia della scuola italiana le esperienze meno comuni, come aver insegnato una lingua all’estero o essere stati coordinatori di un corso di formazione o, ancora, aver tenuto una docenza in scuole ‘difficili’, come quelle speciali, avrà una valenza maggiore rispetto alla mera anzianità di servizio”.

“Ricordiamo però – ha continuato Giuliani – che i dirigenti hanno anche facoltà di non adottare quanto indicato dal Miur: siccome le selezioni si svolgeranno nel mese di agosto, quando molti presidi saranno in ferie, potrebbe non essere lecito demandare ai vicari, senza competenze in merito alle selezioni di colleghi potenzialmente plurilaureati, abilitati e specializzati, magari con una lunga anzianità alle spalle, c’è anche la possibilità che alcuni dirigenti lascino decidere agli Usr, che potrebbero utilizzare le graduatorie tradizionali e non quelle per competenze

Durante la trasmissione, si è parlato anche della pubblicazione della sentenza dalla Corte Costituzionale sull’abuso di precariato, definita da Giuliani “all’italiana”, visto che ai ricorrenti è stata data ragione ma con la Buona Scuola si sarebbe sanato tutto (ma rimangono circa 100mila docenti precari abilitati e gli Ata a cui non può certo bastare un risarcimento di 10-15mila euro netti).

Infine, il discorso si è spostato sull’alto numero di bocciati, a seguito delle prove scritte, al concorso docenti 2016, che Giuliani ha definito decisamente “eccessivo”, considerando anche che si tratta di precari già abilitati e selezionati e che tanti posti non potranno essere assegnati poiché già oggi i partecipanti rimasti in corsa sono meno dei posti messi a bando.

Ascolta la puntata integrale di Open Day