Home Politica scolastica Chiamata diretta, il direttore: l’anzianità non doveva essere messa all’ultimo posto

Chiamata diretta, il direttore: l’anzianità non doveva essere messa all’ultimo posto

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“Avere svolto trent’anni di insegnamento ha un peso specifico non indifferente: non è possibile che per la chiamata diretta questo requisito sia stato messo all’ultimo posto”.

Lo ha detto il nostro direttore, Alessandro Giuliani, a Radio Cusano Campus, nel corso della trasmissione Open Day, incentrata questa settimana sulla chiamata diretta: “eliminare l’esperienza è effettivamente troppo, riteniamo invece che avere tanta anzianità in classe doveva rimanere il requisito più importante. Perché nella maggior parte dei casi fa la differenza. Certamente, i corsi di aggiornamento e i titoli posseduti devono avere un giusto peso, ma non così predominante per decidere le sorti della mobilità di tanti insegnanti finiti negli ambiti territoriali”.

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Il direttore della Tecnica della Scuola è quindi tornato sul rischio della chiamata “eterodiretta”: con l’occasione, ha invitato i sindacati a sorvegliare perché non si dia la possibilità ai dirigenti scolastici di personalizzare i requisiti di accesso al posto.

Il discorso si è quindi spostato sul primo anno della Buona Scuola, del resoconto del Miur e delle difficoltà oggettive che lo hanno caratterizzato: il direttore lo ha definito un anno “di transizione”. Nel corso degli ultimi dodici mesi c’era però una priorità: “il Governo Renzi ha investito tanto sull’edilizia scolastica, è ora che si passi in fretta a revisionare tutti i 40mila plessi scolastici italiani”.

Durante la trasmissione, si è anche parlato delle ultime notizie sulle prove Invalsi, in particolar sul fatto che al Meridione si continua a copiare: per Giuliani, “quello di copiare durante le prove Invalsi, spesso pure con l’aiutino dei docenti, è un fattore culturale difficile da estirpare: da questo punto di vista dobbiamo ancora crescere. Quello che vogliamo sottolineare è che si opera in una scuola e il messaggio che si manda è davvero negativo”.

A proposito delle discussioni sui compiti delle vacanze, il direttore l’ha definita una “polemica da ombrellone”: l’importante, ha ricordato, è “sapere ben dosare i compiti, senza stressare troppo i genitori”.

Ascolta la puntata integrale (Clicca qui)