Home Politica scolastica Chimienti (M5S): Il contributo volontario non è obbligatorio

Chimienti (M5S): Il contributo volontario non è obbligatorio

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La responsabile scuola del M5S, Silvia Chimienti, interviene sulla questione dei contributi volontari non obbligatori. Promette che con il M5S al Governo cambierà tutto.

Sulla questione dei contributi volontari delle iscrizioni degli studenti alle scuole, interviene la deputata del Movimento 5 Stelle Silvia Chimienti. La responsabile scuola del Movimento sostiene che il Miur ha nuovamente chiarito che il contributo volontario è una “violazione del dovere d’ufficio subordinare la regolarità dell’iscrizione degli alunni al preventivo versamento di somme ulteriori rispetto alle normali tasse erariali”.

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Sul sito internet dell’ufficio relazioni con il pubblico del Miur si legge: “Eventuali contributi possono dunque essere richiesti solo ed esclusivamente quali contribuzioni volontarie con cui le famiglie, con spirito collaborativo e nella massima trasparenza, partecipano al miglioramento e all’ampliamento dell’offerta formativa degli alunni, per raggiungere livelli qualitativi più elevati.

Purtroppo, continua Silvia Chimineti, il contributo volontario viene imposto, con importi variabili dai 27 ai 200 euro annui, pena la non iscrizione ai corsi.

Già ad inizio 2016, con l’atto numero 5-07571, mi sono occupata, afferma la deputata del M5S, del contributo volontario con un’interrogazione al Miur per chiedere che si intervenga nei confronti di quegli istituti che esigono il contributo come obbligatorio.

La scuola dell’obbligo, conclude la Chimienti, deve essere completamente gratuita e che quindi il contributo volontario è una tassa occulta che fa venire meno il principio della gratuità della scuola pubblica statale. Oltre a questo le famiglie hanno altri grandi oneri da sostenere come le spese per i libri di testo, per i trasporti e per le mense. Per il M5S è fondamentale sostenere le famiglie, partendo da quelle con redditi inferiori, nelle spese per l’istruzione: i libri di testo devono essere gratuiti e scaricabili da internet. Un nostro emendamento approvato nel 2013 all’interno del decreto Carrozza prevedeva la realizzazione di una biblioteca virtuale e la diffusione dell’utilizzo di libri digitali e gratuiti: questo emendamento non ha mai trovato applicazione concreta. Il Governo, sostiene la Chimienti, strizza l’occhio ai grandi editori dei manuali scolastici e preferisce mantenere lo status quo. Ma con il M5S al Governo cambierà tutto e si andrà veramente nella direzione di garantire il diritto all’istruzione.