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Ciampi conferma a Siena l’unitarietà della scuola italiana

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È abbastanza significativo che – nel momento in cui il parlamento italiano sta affrontando con tutte le polemiche e le difficoltà, fin troppo note, il cammino della riforma costituzionale che attraverso il processo di devolution, mira a scardinare l’unità dello Stato – il presidente Ciampi affermi ancora una volta l ‘intangibilità e l’unitarietà del sistema scolastico italiano.

Il "cordinamento della scuola", ha sottolineato, deve restare una prerogativa dello Stato.
"Le scelte politiche sulla scuola e sull’istruzione pubblica – ha detto – sono un punto centrale della vita dello Stato pur con le diversificazioni delle diverse aree locali".

"Non c’è dubbio – ha continuato – che su questo punto centrale della vita del Paese c’è un consenso amplissimo, direi totale. Noto una convinta sensibilità di tutti".
Il Capo dello Stato ha parlato, come si vede, di consenso generale e non di sua convinzione personale completando quel  giudizio espresso dopo le reazioni al suo intervento di qualche giorno addietro, nel quale, come è noto, aveva sottolineato "la forte coscienza dell’unità, fondata su una comunione di valori e principi".
Il compito della scuola, per Ciampi, è quello di tramandare "valori e principi" alle nuove generazioni.

Al di là delle smanie autonomistiche, perciò, secondo lui, al sistema educativo è indispensabile una guida nazionale anche se è pure pensabile una "attuazione diversificata nelle diverse aree del Paese".
Importante è, tuttavia, per Ciampi, che la scuola risponda a un’unica "regia".

Questa presa di posizione del Capo dello Stato in difesa dell’unità del sistema scolastico italiano, è una riconferma del messaggio lanciato dal Vittoriano in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, in cui non aveva trovato nessuna difficoltà a riaffermare il primato della scuola pubblica.