Home I lettori ci scrivono Ciò che conta non sono le scuse

Ciò che conta non sono le scuse

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Il sottosegretario Reggi si è scusato per le parole in libertà (allungamento dell’orario di servizio dei docenti, apertura delle fino alle 22,00 e nuova definizione del calendario scolastico) che ha rilasciato al quotidiano “La Repubblica”. Purtroppo le scuse non sono sufficienti a fugare i dubbi su quello che deciderà il governo Renzi. Le fondamenta della Riforma sono costituite dal programma presentato in occasione delle primarie con Bersani, e non più aggiornato.

Ecco i sei punti:

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1) un forte investimento sulla scuola e, in particolare, sulla formazione e l’incentivazione degli insegnanti, sull’edilizia scolastica e sull’upgrade tecnologico della didattica;

2) la valutazione degli istituti scolastici attraverso il completamento e il rafforzamento del nuovo Sistema di Valutazione centrato sull’azione di Invalsi e Indire, con la prospettiva di avvicinare gradualmente il nostro modello a quello britannico centrato sull’azione della Ofsted;

3) incentivi ai dirigenti scolastici basati sulla valutazione della performance delle strutture loro affidate;

4) una revisione complessiva delle procedure di selezione e assunzione dei docenti, basata sulle competenze specifiche e sull’effettiva capacità di insegnare;

5) una formazione in servizio per gli insegnanti obbligatoria e certificata, i cui esiti devono contribuire alla valutazione dei docenti e alle progressioni di carriera, basata su un mix di: aggiornamento disciplinare, progettazione di percorsi con altri colleghi, aggiornamento sull’uso delle nuove tecnologie per la didattica, incontri con psicologi dell’età evolutiva o con medici per capire come affrontare handicap o disturbi di apprendimento sui quali la scienza ha fatto progressi.

6) la valutazione e incentivazione degli insegnanti, attivando in ciascun istituto scolastico un meccanismo finalizzato all’attribuzione di un premio economico annuale agli insegnanti migliori, scelti da un comitato composto dal preside, da due insegnanti eletti dagli altri (cui andrà il 50% del premio e che non potranno ovviamente essere selezionati per il premio intero) e da un rappresentante delle famiglie eletto dalle stesse, sulla scorta del progetto pilota “Valorizza”, già sperimentato in quattro province nel corso del 2010-2011. Pertanto i docenti non devono intendere la ritrattazione di Reggi, come un’improvvisa conversione verso un diverso modello di scuola ( del resto lo ha fatto intendere Reggi con le sue dichiarazioni successive), bensì come una strategia per “raffreddare gli animi”. Fra qualche settimana verranno riproposti gli stessi contenuti, con formulazione e condizioni diverse, ma sempre coerenti con lo sfondo costituito dal suddetto programma elettorale di Renzi.