Home Sicurezza ed edilizia scolastica Cittadinanzattiva e Legambiente chiedono più coinvolgimento sull’edilizia scolastica

Cittadinanzattiva e Legambiente chiedono più coinvolgimento sull’edilizia scolastica

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Le associazioni di cittadini e consumatori vogliono essere maggiormente coinvolte nella gestione dell’edilizia scolastica. Particolarmente piccata la reazione di Cittadinanzattiva e Legambiente che chiedono  un incontro immediato con la ministra Stefania Giannini e il Sottosegretario Davide Faraone, coordinatore dell’Osservatorio, per definire con certezza la funzione delle organizzazioni della società civile nell’ambito dell’Osservatorio.

“Non siamo neppure sicuri se siamo membri dell’Osservatorio e, di conseguenza, delle responsabilità e compiti che ne derivano”, precisano le associazioni in una nota.

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In Italia, secondo i dati presenti di Legambiente, 4 scuole su 10 hanno bisogno urgente di interventi di ristrutturazione (39%). A ciò si aggiunge il 30% degli edifici costruiti in zone a forte rischio sismico e il 14% in aree a rischio idrogeologico. “Se fossimo stati presenti agli incontri di dicembre avremmo chiesto garanzie rispetto all’ennesima proroga di un anno delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di prevenzione incendi per le scuole; avremmo espresso la nostra preoccupazione circa un ulteriore rinvio dell’assegnazione dei fondi Cipe residui e dei mutui Bei, con conseguenti ritardi negli interventi di messa in sicurezza di centinaia di scuole”; dichiarano le associazioni.

Il piano per l’edilizia prevede la realizzazione di 20.845 interventi (1 scuola su 2) da portare avanti con oltre 1 miliardo euro di fondi stanziati.

“Se avessimo avuto modo di partecipare agli  incontri, avremmo avanzato proposte di modifica all’Anagrafe per renderla strumento di programmazione amministrativa e di controllo del reale stato dell’edilizia scolastica; avremmo ribadito la necessità di rendere pubblici l’ordine del giorno e i resoconti delle riunioni dell’Osservatorio”.

In vista del prossimo incontro previsto per il 28 gennaio, le associazioni auspicano di poter avere qualche certezza in più, in caso contrario, avvertono, “ci vedremo costretti a fare un passo indietro rispetto all’Osservatorio, per proseguire nel nostro scomodo ma indispensabile lavoro quotidiano di organizzazioni di cittadini attivi amanti della sicurezza, della riqualificazione, della bellezza di tutte le scuole italiane”.