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Classi pollaio, Azzolina: per cancellarle useremo il Recovery fund dell’Ue. Ma per settembre non si farà in tempo

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“Per ridurre il numero di alunni nelle classi servono fondi e tempo: per farlo utilizzeremo il Recovery fund”, il fondo di centinaia di miliardi di euro che l’Unione europea metterà a disposizione dei paesi membri: a dirlo è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, intervenendo il 20 giugno a “RipartelItalia”, tour online organizzato dal Movimento 5 Stelle che ha fatto tappa in Calabria.

“Ritornare sui banchi per l’esame è stata la scelta migliore”, ha ribadito la titolare del Mi, anche se “la didattica a distanza è stato un metodo nuovo che potrà continuare ad essere utilizzato in classe, dove si torna a settembre”.

A proposito della dispersione di alunni, Azzolina ha detto che “non possiamo permetterci di perdere persone per strada anche perché il rischio è quello di finire nelle mani della criminalità organizzata e in questo la scuola ha un ruolo fondamentale. Avevo ricevuto sulla pagina Fb una richiesta da una famiglia calabrese per una bambina disabile per un tablet ed un montascala a cui abbiamo provveduto, sarebbe stata un caso di dispersione”.

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Basta con le classi numerose

“Per questo abbiamo creato al Miur un fondo che risponda a tutte le richieste di aiuto che arrivano dalle regioni del Sud perché ogni richiesta inevasa è un rischio di dispersione scolastica. La stessa attenzione sarà data alle classi pollaio che il Covid ha evidenziato”: l’obiettivo, quindi, è insistere sulla riduzione del numero di alunni per classe. Con i fondi, i 170 miliardi relativi al Recovery fund, che l’Unione europea metterà a disposizione proprio per la ripresa, anche della scuola, dopo il Covid-19.

Utilizzando i fondi dell’Unione europea, ovviamente una parte, si potrebbe quindi realizzare quel disegno di legge sulla cancellazione delle classi pollaio (con punte di 34 alunni raggruppati, anche in vista del prossimo anno scolastico) e sulla riduzione del numero massimo (non oltre 22-23) che il M5S ha presentato da tempo alla Camera (quando Azzolina era sottosegretario all’Istruzione), il quale si è però arenato nelle commissioni parlamentari per mancanza di finanziamenti pubblici adeguati.

Tempi stretti

I tempi per vedere realizzata la riduzione di alunni già a settembre sono però troppo ridotti. Se ne sono accorte anche le Regioni, che ora chiedono rassicurazioni e non a caso hanno fatto rinviare di una settimana la pubblicazione delle Linee Guida per la ripresa delle lezioni: chiedono garanzie sugli spazi, innanzitutto, visto che lo sdoppiamento delle classi numerose sarà scontato. E anche un numero maggiore di docenti e Ata.

Bonaccini: servono edifici adatti

“Vogliamo che riapra a settembre, in presenza in aula, e che il Governo avvii un massiccio piano di investimenti pluriennale sulle strutture scolastiche e il personale, docente e non”, ha detto presidente emiliano-romagnolo e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, parlando a Misano Adriatico, dove si è svolto un appuntamento con protagonisti gli alunni di tre classi della quinta elementare per la consegna del diploma di fine scuola.

“Guardare questi bambini e queste bambine – ha detto Bonaccini – è vedere sì il nostro presente ma, soprattutto, il nostro futuro e questo ci impegna nella costruzione di un mondo capace in primo luogo di accoglierli, secondo i loro talenti e le loro inclinazioni, stimolando la loro creatività e intelligenza. Per questo è importante anche avere edifici scolastici adatti, confortevoli e sicuri”.

Grieco: tenere conto pure del parere degli scienziati

Le Regioni stanno comunque facendo la loro parte per consentire alle scuole una riapertura in sicurezza: lo ha ribadito l’assessore toscano Cristina Grieco, coordinatrice della Commissione istruzione formazione e lavoro della Conferenza delle Regioni, annunciando che nella riunione straordinaria del 25 giugno, programmata dal ministro Francesco Boccia, bisognerà definire la “riorganizzazione delle attività e la formazione delle classi in tempo utile”.

“Le Regioni, come è noto – ha proseguito Cristina Grieco – hanno presentato già alcune prime proposte che saranno ulteriormente valutate, anche alla luce delle indicazioni che proverranno dal mondo scientifico, e su cui è già in corso un confronto proficuo con il ministero”.

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