Un collaboratore scolastico di un istituto del trevigiano è stato condannato a svolgere lavori socialmente utili dopo essere finito a processo con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata dopo che era stato scoperto ad aver piazzato una webcam nel bagno delle insegnanti della scuola, puntata proprio sul water.
Come riporta Il Gazzettino, la scoperta risale al novembre 2024, quando le forze dell’ordine, allertate da un’insegnante, si sono recati alla scuola per verificare. L’allarme è partito proprio dalla docente: dopo l’inquietante scoperta la donna ha atteso che il bidello recuperasse il dispositivo, accertandosi che fosse stato proprio lui a posizionarlo nel bagno.
L’uomo, un 48enne della zona, pare avesse l’intenzione di azionare la telecamera solo in archi temporali precisi, risparmiando così batteria e spazio sulla scheda di memoria. La docente alla toilette aveva visto qualcosa di strano nel cestino vicino alla porta: nascosto nel cestino, in mezzo alla carta, un occhio digitale era rivolto verso di lei.
Davanti ai Carabinieri l’uomo ha subito confessato, promettendo la cancellazione del materiale. Ovviamente le scuse non sono bastate: le gazzelle hanno raggiunto l’abitazione del 48enne sequestrando ogni dispositivo che potesse contenere altre riprese o che potesse effettuarle. Il bidello è stato quindi denunciato per l’ipotesi di reato di interferenze illecite nella vita privata.
All’uomo era stata anche contestata l’aggravante di aver compiuto il fatto in qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. L’uomo rischiava fino a 5 anni di reclusione; il 48enne ha però chiesto e ottenuto la messa alla prova, che sospende il procedimento e consente di estinguere il reato se viene portato avanti con esito positivo un programma che include lavori di pubblica utilità o di riparazione del danno.