Con l’estate e le vacanze, gli accessi di minori al pronto soccorso per abuso di alcol e di altre sostanze sono notevolmente aumentati, tanto che gli esperti denunciano il preoccupante abbassamento dell’età: alcuni sono bambini di 12 anni.
Su 24 ingressi, si legge su Vita.it, in pronto soccorso per abuso di sostanze, 16 sono arrivati in ospedale per intossicazione alcolica e sei casi sono stati associati all’uso di sostanze stupefacenti, in particolare cannabinoidi, ma pure cocaina
Ma il dato più preoccupante, è quello relativo all’età: “Fino a quattro anni fa, la media era di 14-17 anni, quindi il caso anagraficamente più significativo aveva 14 anni. Adesso, purtroppo, abbiamo casi di ragazzini di 12 anni, che non partecipano alla movida, ma vengono lasciati da soli in casa e hanno accesso agli alcolici, che nessuno di noi pensa ovviamente di tenere sotto chiave. L’ultimo accesso al pronto soccorso ha riguardato un dodicenne, arrivato in stato di pre-coma, che era stato lasciato in casa con due amici, quando i genitori sono rientrati l’hanno trovato completamente ubriaco”.
L’altro dato riguarda il fatto che d’estate ai ragazzi capita più di frequente di bere oltre misura, ubriacandosi in modo costante, anche se il vero problema è non arrivare in tempo in ospedale, dove vengono non accompagnati dagli amici e spesso sono lasciati da soli.
Per reggere meglio l’alcol, gli adolescenti fanno anche un uso associato di energy drink e per essere accettati dal gruppo spesso tra i 10 e i 12 anni è l’età in cui i ragazzi possono essere indotti a bere.
Dice il responsabile di una comunità: “Le richieste le riceviamo anche per quattordicenni. Attualmente ospitiamo circa 40 ragazzi. Oltre all’abuso di alcol, tra le droghe la fanno da padrone la cocaina e il crack, che è la cocaina fumata, “cotta” come dicono i ragazzi. L’uso della cocaina associata all’alcol spesso porta a stati di agitazione. Se prima il rischio era l’overdose, che è pericoloso, mortale però non dà stati di agitazione psicomotoria, cocaina e alcol associati diventano un’altra sostanza ancora, portano allo sviluppo di paranoie e soprattutto di psicosi”.
Tuttavia, fa male leggere che, oggi con internet si può ordinare quello che si vuole, “c’è un delivery molto organizzato delle sostanze in alcune città, ad esempio a Roma, e si scende anche poco in piazza”, per cui oggi “non si parla solo di astinenza, ma di compulsione, non gestione del comportamento, atteggiamenti dirompenti, autolesionismo”.