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Concluso in Commissione l’esame del DL 112

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Nel pomeriggio del 9 luglio si è concluso in Commissione Istruzione della Camera l’esame del DL 112.
Come era nelle previsioni la Commissione ha espresso parere favorevole sul provvedimento, seppure con importanti osservazioni, alcune delle quali potrebbero entrare nel maxi-emendamento che il Governo sta preparando. Di altre osservazioni dovrà invece tener conto il Ministro nella fase di stesura dei regolamenti attuativi.
Intanto, come già preannunciato in un nostro precedente articolo, i tempi per la predisposizione del piano di razionalizzazione potrebbero passare da 45 a 90 giorni.
La Commissione suggerisce anche di non applicare al personale della scuola la disposizione sul pensionamento obbligatorio dei dipendenti statali con 40 anni di contributi.
Una ulteriore proposta di emendamento riguarda le modalità di utilizzo dei risparmi derivanti dal piano: il 30% andrebbe ad incrementare i fondi contrattuali, come già previsto dal testo originario del DL, ma ci sarebbe un ulteriore 20%  finalizzato ad aumentare  gli stanziamenti alle scuole per spese di investimento e di funzionamento.
La Commissione ha proposto, inoltre, che il Piano programmatico, che dovrà redigere il Ministro, preveda che l’obbligo di istruzione possa essere assolto anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale e, in via transitoria,  nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale.
Anche l’assegnazione delle risorse umane alle scuole potrebbe avvenire con criteri diversi da quelli attuali: per un 80 per cento si dovrebbe tenere conto del curricolo nazionale, mentre il restante 20%  rimarrebbe nella piena disponibilità delle scuole per consentire la realizzazione del “curricolo dell’autonomia”.
Maggiore flessibilità potrebbe esserci anche per i criteri di formazione delle classi: alle scuole verrebbe riconosciuta “la piena autonomia organizzativa delle classi medesime (per età e/o per livelli di competenza o secondo altre scelte dettate dai bisogni degli studenti)”.
Infine una concessione alla riforma della scuola primaria voluta dal ministro Moratti:
Nella rimodulazione dell’organizzazione didattica della scuola primaria siano valorizzati i principi di flessibilità e di personalizzazione dei piani di studio previsti dal decreto legislativo n. 59 del 2004”
Per ora si tratta solo di suggerimenti e proposte della Commissione, per conoscere le reali intenzioni del Ministro bisognerà attendere qualche mese, ma intanto alcune raccomandazioni potrebbe già contribuire alla modifica del decreto in discussione alla Camera.
Le ultime ore del dibattito in Commissione si sono svolte senza storia: l’opposizione non ha neppure tentato di proporre soluzioni alternative limitando a formulare un parere negativo. Particolarmente duro il giudizio sul piano di razionalizzazione: Tale piano, per il quale non è prevista alcuna seria verifica di sostenibilità da parte delle istituzioni scolastiche, non solo compromette i livelli minimi di funzionalità delle scuole ma disattende il programma di assunzioni avviato dal precedente Governo, che aveva autorizzato l’immissione in ruolo di 150.000 docenti e di 30.000 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliare (ATA) nel triennio 2007-2009”.
“Il Governo, in modo irresponsabile, non affronta l’annoso problema del precariato – ha sostenuto ancora l’opposizione – e si limita a ridurre i posti in organico “.