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Concorso 2018, abilitati e GaE in una grande graduatoria di merito regionale

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Abbiamo parlato già in precedenza dell’audizione del Ministro Fedeli, che, fra le altre cose, ha spiegato che il concorso per gli abilitati dovrebbe arrivare prima del previsto.
La ministra ha infatti confermato che a beneficiare di questa tornata concorsuale saranno gli iscritti in seconda fascia e quelli rimasti in GaE dopo la legge 107/2015.

In questo modo, si ci sarà una vera e propria sanatoria con un esame orale che permette di trasferire in nuove «graduatorie di merito regionali» chi non ha passato l’ultimo concorso o non ne aveva i requisiti, si legge su Il Corriere della Sera.it.
Da queste graduatorie si pescherà per le assunzioni, divise però al 50% con le GaE, finché non andranno a regime le nuove procedure dei concorsi-corsi previste sempre dalla riforma.

ESAME ORALE

L’esame orale previsto per tutti i candidati abilitati o iscritti nelle GAE e nella seconda fascia, saranno quindi dirottati in una graduatoria di merito regionale in seguito però ad una prova orale non selettiva, ovvero un colloquio che si svolgerà davanti ad una commissione esaminatrice, che verterà per lo più ad accertare i titoli di servizio e quelli professionali, che peseranno per il 60% del punteggio complessivo, e saranno utilizzate per le immissioni in ruolo a partire da settembre 2018, “fermo restando che il 50% dei posti continuerà ad essere riservato alle Gae, sino al loro esaurimento, e che la legge assicura anche lo scorrimento delle graduatorie del concorso del 2016, per i vincitori e gli idonei”.

In mezzo alla notizia

FASE TRANSITORIA

Ma il ministro Fedeli tiene a precisare che “si sta lavorando anche al concorso riservato ai docenti con almeno tre anni di servizio e a quello ordinario per la scuola secondaria”.

Le parole di Fedeli si riferiscono ai concorsi già previsti dalla riforma della Buona Scuola, la Legge 107/15, che prevedono nel primo caso un percorso formativo ridotto da tre a due anni per i candidati non abilitati di terza fascia d’istituto risultati idonei; nel secondo caso, invece, il concorso pubblico aperto a tutti i laureati, anche non abilitati all’insegnamento.

“Entro novembre avvieremo l’iter dei decreti attuativi, tra i quali rientra anche un regolamento. I passaggi sono quindi numerosi: informativa alle organizzazioni sindacali, esame del MEF, parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione, deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, parere del Consiglio di Stato, parere delle Commissioni parlamentari, deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri, firma del Presidente della Repubblica e registrazione della Corte dei Conti. Lavoreremo per completare l’iter il più rapidamente possibile e assicurare che i vincitori dei concorsi possano avviarsi al percorso FIT a partire dall’anno accademico 2018/2019”.

Quindi, a breve, potrebbero emergere nuovi dettagli in merito.