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Concorso, candidati assegnati alle aule in base alla data di nascita

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Da pochi giorni gli USR hanno iniziato a pubblicare gli elenchi in cui si stabilisce la sede scolastica e l’aula in cui ciascun candidato dovrà sostenere la prova scritta per il concorso docenti 2016.

Consultando tali elenchi (si veda a titolo di esempio questo http://www.marche.istruzione.it/news/2016/042016/allegati/201604121048_concorso_scritti_avviso1.pdf)
si nota che i candidati sono stati assegnati alle varie aule secondo un bizzarro quanto scandaloso criterio basato sulla data di nascita.

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Ciò va contro il sacrosanto principio (stabilito dal DPR 487 del 1994) dell’anonimato dei candidati fino a correzione avvenuta delle prove, poiché tale criterio fa sì  che ci siano gruppi di candidati riconoscibili come “giovani”,  “maturi” ed “anziani”.
Ciò lascia aperte le porte ad interpretazioni maliziose ma ben fondate, quali ad esempio la volontà del governo di preferire i docenti più giovani a prescindere dal merito dei risultati delle prove. I motivi oggettivi a sostegno di tale maliziosa interpretazione di questa scelta assurda ci sono:

– l’età media dei partecipanti al concorso è altissima (sfiora i 40 anni) ed il ministro Giannini ha sempre sostenuto apertamente che vuole insegnanti giovani;

– che ci sia penuria di membri delle commissioni e che i tempi siano ristrettissimi sono dati di fatto. Il governo, per mantenere le promesse fatte, deve assumere i vincitori del concorso già nell’anno scolastico 2016/2017 il che ormai appare improbabile dati i tempi tecnici. Stante ciò, l’ipotesi che si voglia sfoltire la mole di prove da correggere è più che plausibile, per cui sapere in anticipo quali prove lasciare in secondo piano (leggi: quelle dei candidati più vecchi) fa molto comodo.

La procedura concorsuale, nella nota relativa stabilisce che tutti gli elaborati provenienti da una data aula e da una data prova siano salvati su una ben precisa chiavetta USB, per cui, pur rimanendo garantito l’anonimato del singolo candidato, così non è per la sua fascia di età per cui rimane la concreta possibilità di una discriminazione basata sul criterio dell’età, cosa assolutamente anomala, contraria alla legge ed al buon senso. Perché non adottare, ad esempio, il più classico e certamente più imparziale criterio dell’ordine alfabetico?

E’ chiaro che non ci sono certezze, ma come diceva Andreotti, a pensar male è peccato, ma ci si azzecca quasi sempre.