Emergono nuovi dettagli relativi allo svolgimento del concorso per dirigenti scolastici in Campania. Come riporta Il Corriere della Sera, dopo lo stop alle prove orali dello scorso aprile, successivo alle denunce di alcuni candidati, la visione degli elaborati delle prove scritte consente di fornire un quadro ancora più completo.
“Visionando gli elaborati dei candidati risultati idonei alla prova scritta – afferma uno degli avvocati degli “esclusi” – ciò che è emerso è particolarmente grave. Riteniamo sia necessario approfondire in particolare questi aspetti che fanno diventare secondaria la gestione quantomeno opaca della prova”.
Tra gli elaborati, ad esempio, ci sarebbe un compito in cui il quadro normativo richiesto è ridotto a puntini. “Secondo decreto… art. …”. Niente sigla, nessuna fonte eppure il candidato sarebbe risultato idoneo con 70/100. Come racconta il rappresentante del Comitato, un altro compito presenta una griglia di valutazione con punteggi parziali la cui somma non raggiunge la soglia minima per passare la prova. Ma anche in questo caso, il candidato sembra aver superato lo scritto. Molti elaborati, poi, non risultano essere abbinati ad un istituto per lo scioglimento dell’anonimato. “Elemento imprescindibile per un concorso pubblico”, ribadisce il legale.
A settembre secondo quanto riferisce il Comitato sarà presentata una nuova denuncia.
C’è stata una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli di 16 ricorrenti, che il 26 marzo scorso hanno denunciato la commissione esaminatrice per “falso in atto pubblico”, per favoritismi che avrebbero completamente inficiato la correttezza delle procedure per nominare i 34 dirigenti scolastici campani (su 587 posti disponibili per l’intera penisola). I membri della Commissione si sono poi dimessi a uno a uno.
Innanzitutto, una di loro, secondo quanto emerso dalle indagini “era legata da rapporti di intensa e reiterata frequentazione con uno dei candidati del concorso che all’esito della prova preselettiva ha conseguito un punteggio altissimo”.
“I rapporti di frequentazione personale – si legge ancora nella denuncia – si sono trasformati nel tempo in rapporti di collaborazione professionale stabile, connotati dalla sussistenza di (reciproci) interessi di carattere economico”. Ci sarebbero anche foto sui social che testimonierebbero la vicinanza tra i due, continua nel tempo. Il candidato, nella fase preselettiva, ha conseguito un’altissima votazione, “resa pubblica dallo stesso interessato sui social e sui gruppi WhatsApp dedicati al concorso”. Poi però, “dopo le dimissioni della commissaria in questione, non ha conseguito identica votazione allo scritto”.
Nella denuncia alla Procura della Repubblica viene messa sotto i riflettori anche la posizione di un’altra candidata, che ha ricoperto in passato ruoli che la collegano direttamente ad alcuni membri della commissione giudicante. Più nel dettaglio, nel concorso per dirigenti scolastici del 2017, faceva parte della commissione di valutazione che ha esaminato un membro della commissione del concorso: “In altre parole – questa la denuncia – si sono reciprocamente esaminati”.
“Tali circostanze appaiono in palese violazione dei principi di imparzialità e trasparenza”, denunciano i ricorrenti, precisando che i rapporti tra membri della commissione e alcuni candidati non si limitano a una “generica colleganza, ma delineano una situazione di cointeressi e possibile favoritismo” che “sicuramente ha alterato la valutazione dei candidati”: un “conflitto di interessi” che ha “compromesso la genuinità della selezione”.
E questa sarebbe solo la punta dell’iceberg: “Con i miei legali ho preparato una nota dettagliata sul concorso campano che invieremo al ministero dell’Istruzione – annuncia il sociolinguista Massimo Arcangeli – E stiamo raccogliendo segnalazioni da tutte le regioni, perché ci sono centinaia di situazioni anomale che mettono in discussione l’intero concorso”.
Ma c’è di più: quando la prima commissaria si è dimessa, al suo posto ne è arrivata un’altra che ha lavorato in passato con la candidata in questione.