Home I lettori ci scrivono Concorso dirigenti scolastici, la scuola non ha bisogno di altre azioni legali

Concorso dirigenti scolastici, la scuola non ha bisogno di altre azioni legali

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Al signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Al Presidente della Camera, Roberto Fico
Al Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati
Al Signor Ministro, Marco Bussetti

Con la presente intendiamo sottoporre alla Vostra attenzione una sintesi delle tappe salienti del concorso per Dirigenti Scolastici, bandito ai sensi del Decreto direttoriale del 23 novembre 2017, al fine di fornirVi un completo quadro informativo rispetto ad altre comunicazioni che Vi sono giunte al riguardo.

Le questioni sono diverse e molti partecipanti al concorso,  a seguito della pubblicazione, con D.D.G. n. 395 del 27/3/2019, dell’elenco nominativo dei candidati ammessi alla prova orale, stanno preparando azioni legali “avuto notizie di diverse illegittimità nello svolgimento e nella correzione delle prove scritte”

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La scuola non ne ha bisogno, la scuola ha bisogno che, già dal prossimo settembre, nuovi Dirigenti scolastici vadano a ricoprire i numerosi posti vacanti.

D’altra parte sono molti i colleghi che manifestano il bisogno di capire: qualsiasi concorso deve svolgersi con regolarità e con la massima trasparenza e correttezza.

Sono molti, infatti, i candidati che non si spiegano l’esito negativo della prova scritta, pur avendo la convinzione di avere svolto prove valide e sono molti che non riescono a comprendere come l’abbiano superata coloro che non hanno completato lo svolgimento dei quesiti o che hanno dichiarato, nell’imminenza della fine della prova stessa, la totale mancanza di fiducia circa l’esito positivo, ammesso che le parole abbiano ancora qualche relazione diretta con la realtà.

Uno sarebbe troppo ma, mi creda, sono molti.

E se domani, una volta conosciuto l’esito della valutazione, questa esigenza di capire si estendesse anche agli ammessi?

Capire non può essere un lusso da aula di tribunale, capire dovrebbe essere il principale verbo con cui coniugare la nostra società democratica, capire è il presupposto della partecipazione.

La prova scritta si è svolta il 18 Ottobre 2018, in violazione dell’art. 5 del Decreto Dipartimentale del 24/07/2018, con cui si pubblicava l’elenco degli ammessi. Infatti dalla data di pubblicazione di tale elenco ammessi non solo non sono stati rispettati i tempi (120 giorni) per il ricorso al Presidente della Repubblica ma neanche quelli per il ricorso al T.A.R. (60 giorni) perché si deve tener conto del periodo di sospensione dell’attività giudiziaria (mese di Agosto).

La  prova scritta, inoltre, si è svolta non rispettando l’art. 8 comma 2 del bando che prevedeva che la prova doveva essere unica su tutto il territorio nazionale, invece causa “allerta meteo” nella regione Sardegna la prova con decreto dell’USR Sardegna veniva rinviata a data da destinarsi e successivamente fissata al 13 Dicembre.

Durante le fasi concorsuali è stato modificato il regolamento, fatto questo, a nostro avviso, illegittimo.

Alla data odierna non vi è stata la pubblicazione della graduatoria con l’attribuzione dei relativi punteggi degli ammessi  alla procedura orale che è invece precisa responsabilità di un organo che manca gravemente ai propri obblighi d’Ufficio senza motivazioni, ovviamente scatenando sul web e non solo una ridda di ipotesi sulle motivazioni reali del suo comportamento, profittando del fatto che per censurarlo, gli interessati dovranno per forza rivolgersi ad altri giudici, con spese, sofferenze e danni sempre crescenti.

Questi fatti e tanti altri ancora non possono essere non tenuti in considerazione. Un modo inqualificabile di aggirare il diritto, approfittando del potere che l’organo pubblico non detiene certamente per violare il principio di imparzialità.

E così ricomincia: giudice amministrativo, giudice del lavoro, giudice ordinario, etc.

Non vogliamo mancarVi di rispetto elencando e discutendo i principi sui quali è informata la PA, ci permettiamo solo di evidenziare che, studiando, abbiamo inteso che la trasparenza ha finalità deflattive del contenzioso.

Non citeremo i principi su cui è informata la PA ma solo un termine, fiducia, fiducia nelle istituzioni, fiducia nella giustizia procedurale, fiducia nella giustizia distributiva. Non è un principio su cui si basa l’attività della PA, anche se potrebbe essere riferito al principio di integrità, non è un termine che compare nelle leggi se non riferito alla fiducia di governo, ma è molto importante, è un elemento cardine della democrazia rappresentativa e sono certo che lei vorrà coltivarlo. Vi chiediamo, con riferimento agli atti endoprocedimentali che hanno portato alla formazione del D.D.G. 395 del 27/03/2019, di voler verificare l’opportunità di disporre quanto segue:

• la pubblicazione dei dati relativi alla percentuale di ammessi per commissione;

• la pubblicazione della percentuale di ammessi di ciascuna commissione per ogni settimana di correzione;

• un’attività di verifica delle operazioni di correzione nominando una commissione che, in maniera casuale e statisticamente significativa, proceda ad una nuova correzione dei compiti su base campionaria.

• una verifica dell’abbinamento codice candidato

Probabilmente si pensa che la stanchezza possa convincere chi ha tanto subito a desistere. Ovviamente non sarà così, ma sarà sempre più difficile insegnare ai nostri alunni che l’Italia è un paese in cui c’è veramente la legalità o meglio, dovremo insegnare loro che dovranno ricercare la legalità anche contro l’azione di molti organi che di questo Stato fanno parte.

Considerato il breve lasso di tempo che ci separa dall’imminente inizio delle prove orali, auspichiamo un Vostro autorevole sostegno a garanzia dei nostri diritti.

Grazie per la Vostra attenzione e buon lavoro.

 

Cettina Calì

Gianni Romeo

Angela Verso