Home I lettori ci scrivono Concorso docenti abilitati, esperienza da incubo in Lombardia

Concorso docenti abilitati, esperienza da incubo in Lombardia

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Le danze nell’operosa ed efficientissima Lombardia si sono aperte e già parecchi docenti hanno affrontato questo esame concorsuale, ultimo sprazzo della buona  scuola di renziana memoria.
Ancora una volta alle commissioni è lasciato libero arbitrio di gestione, di richieste, di valutazione con l’ovvia conseguenza di non avere risultati omogenei anche nell’ambito della stessa classe di concorso. Alcuni presidenti illuminati lasciano spazio ai candidati, trattandoli da colleghi, altri si prendono molto sul serio e finiscono nel richiedere leggi e leggine che regolano il mondo della scuola.
In alcune classi stanno emergendo valutazioni molto basse come se i candidati, che da anni lavorano, che hanno superato corsi universitari, esami di abilitazioni, corsi e via discorrendo valessero davvero poco. Questo esame, è vero, non prevede bocciature ma inevitabilmente ci sarà un ribaltamento nella graduatorie con le ovvie conseguenze. Unica consolazione per i candidati e’ la certezza che i giochi sono fatti e questa è l’ultima possibilità di sistemare chi non è ancora a posto. A ben vedere risulta più accessibile uno scranno in parlamento che una sedia traballante in un’aula scolastica con il soffitto che crolla.
Le tracce del colloquio sono variegate e non eque: a un candidato spetta una Ida completa, a un altro una lezione di un’ora, a un altro ancora una lezione di mezz’ora!!!! Ovviamente il tutto completo di valutazioni, lavori per ragazzi diversamente abili…. C’ è da chiedersi se chi ha formulato tracce lavori in una classe con ragazzi veri, non fantasmi, o dia talmente scollata dalla realtà (a volte capita) da non vederla propria. In mezz’ora in una classe si riesce a fare davvero poco! Chi insegna lo sa: dopo aver controllato che nessuno si sia imboscato, risposto alle richieste (fame, sete, pipi,…), alle domande legittime su incertezze delle lezioni passate, mettiamo una correzione degli esercizi assegnati, un rimprovero a chi ha il telefonino acceso e gioca, a chi parla con il compagno, a chi ha i piedi sul banco, è possibile inquadrare la lezione e la mezz’ora è passata!
Mi appello ancora una volta al prossimo ministro affinché blocchi questa ‘vergogna’, riapra le GaE e dirotti tutte le poche risorse (compensi risibili compresi alle commissioni) a problemi più seri, visto lo sfascio fisico e no in cui versa la scuola.
M. Galimberti