È in arrivo il bando del concorso per docenti Pnrr 3, con decine di migliaia di posti messi a disposizione per diventare insegnante di ruolo negli istituti pubblici, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Ma quali sono i requisiti per partecipare? Quando e come si svolgeranno le prove? Ne parliamo con Chiara Cozzetto, segretaria generale del sindacato Anief.
In questi giorni i sindacati sono stati convocati al Ministero dell’Istruzione del Merito: cosa vi hanno detto? Quali sono i tempi, credo imminenti, per l’emanazione del bando?
COZZETTO: Abbiamo ricevuto l’informativa dal Ministero dell’Istruzione proprio sul bando del Pnrr 3. La tempistica è molto ristretta, perché sappiamo che in base al piano di ripresa e resilienza, il tutto, si deve concludere per queste immissioni in ruolo straordinarie entro giugno 2026; dunque, si stanno aspettando solo le autorizzazioni rispetto alla richiesta dei posti banditi che dovrebbero essere intorno ai 30.000 per la scuola secondaria (posto comune e sostegno) e 27.000 per infanzia e primaria (posto comune e sostegno). La tempistica, dicevamo quindi è ristretta: bando di prossima pubblicazione, presumibilmente nel mese di ottobre. Alla pubblicazione del bando partono i venti giorni per presentare la domanda sul portale concorsi, quello solito. Però, appunto, proprio per la tempistica ristretta, le prove scritte presumibilmente si faranno prima di Natale, in maniera tale che poi da gennaio partiranno le prove orali per vedere concludere tutta la procedura obbligatoriamente, quindi con graduatorie merito definitive e complete, a giugno 2026 per le immissioni in ruolo.
Tempi rapidissimi, parliamo un po’ su come si struttureranno le prove, che saranno sicuramente più di una.
COZZETTO: Sì, le prove sono le stesse fondamentalmente dai precedenti concorsi, quindi per la prova scritta sono 50 domande a risposta multipla, 100 minuti per rispondere: chi passa la prova scritta, quindi con almeno 70/100 deve rientrare però anche per accedere all’orale nel triplo dei posti messi a bando per la sua regione. La prova orale, appunto, ripeto, è identica a quella dei concorsi Pnrr precedenti, quindi con varie tipologie: quindi, anche la programmazione, ma anche la prova di inglese e la conoscenza delle procedure informatiche. Per quanto riguarda la questione dell’accesso, questa prevede il superamento della prova orale fissata sempre a 70/100, più 50 punti massimo per i titoli culturali dichiarati.
Si prevede una platea molto alta: quanti sono i posti a disposizione e quando si prevede anche che possano essere effettuate le prime immissioni in ruolo di questa ultima tornata concorsuale legata al Pnrr?
COZZETTO: Dicevamo, i posti banditi sono più di 57.000 tra tutti i gradi di istruzione e la procedura prevede per l’autorizzazione di posti previsionali, quindi per queste immissioni in ruolo le graduatorie non riusciranno ad esaurirsi con le immissioni in ruolo 2026/27, ma nel triennio dovrebbero essere esaurite: l’importante appunto è che le graduatorie siano pubblicate, dopodiché la procedura prevede come requisito di accesso, come i precedenti concorsi, la laurea con l’abilitazione e quindi ovviamente il personale abilitato accede a prescindere ai concorsi: per il personale Itp questo è l’ultimo anno per potere partecipare con il solo diploma, senza bisogno di nessun altro requisito. Anche i laureati con tre anni di servizio possono accedere a questa procedura concorsuale. Per i futuri concorsi, ovviamente si aspettano quelle che sono le previsioni concorsuali a regime: un accesso solo per chi è abilitato oppure avrà i famosi 35 Cfu specifici proprio per partecipare ai concorsi.
Se tutto procederà come si prevede, a questo punto i primi vincitori e idonei verranno immessi ruolo già tra un anno?
COZZETTO: Sì, appunto: le graduatorie compilate permetteranno l’immissione in ruolo già dal 2026/27; le graduatorie, giustamente, saranno integrate, come prevede la legge, dal 30% degli idonei e quindi quella graduatoria per un triennio resterà in vigore per i ‘residui’ utili eventualmente alle immissioni in ruolo. Ripeto, la differenza rispetto ai precedenti concorsi è che il numero dei posti banditi è previsionale, quindi purtroppo alcune classi di concorso specifiche della secondaria non vedranno esaurirsi nell’immediato.