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26.09.2025

Concorso docenti: strani fogli in commissione e anomalie, annullata l’assunzione di 250 candidati

Troppe irregolarità durante le prove d’esame del concorso: l’assunzione di 250 docenti a tempo indeterminato viene così bloccata dal Tar. La questione è emersa in Veneto, dopo un esposto di un aspirante docente di cui si è occupato Vicenza Today lo scorso aprile. Lo riporta Today.

Durante l’estrazione delle tracce, a marzo scorso, tra i fogli pescati dal mazzo, sarebbero saltati fuori degli “strani appunti” di uno “dei commissari d’esame”. Il precario vicentino ha deciso così di agire, scrivendo al Ministero dell’Istruzione e del Merito chiedendo l’annullamento della prova.

Ma più nello specifico che cosa è successo quel 24 marzo a Venezia? Durante l’estrazione delle prove d’esame da parte dei partecipanti il secondo candidato, “un collega in servizio a Padova che mi precedeva, ha estratto un foglio piegato in quattro con degli appunti che non contenevano alcuna traccia”.

I fatti

Poi, secondo la ricostruzione dell’autore della segnalazione, subito dopo, capita “un secondo fattaccio”. Uno dei commissari d’esame (un insegnante trevigiano) strappa dalle mani del candidato quel foglio e “se lo infila in tasca” dicendo “che si tratti di appunti relativi alla organizzazione della prova” messi nero su bianco dallo stesso commissario d’esame trevigiano.

Il docente, che assiste alla scena, a quel punto sbotta. Non solo domanda di poter conoscere il contenuto di quell’appunto, che “non si sarebbe dovuto trovare in quel mazzo”. Ma domanda pure alla commissione (costituita dalla dirigente della scuola veneziana in qualità di presidente, dal commissario trevigiano e da un terzo commissario rodigino) “di verificare il contenuto dello scatolone in precedenza sigillato e di verbalizzare il tutto” in modo da accertare che la procedura in corso “non sia viziata da anomalie di sorta”.

Passano pochi secondi. Il tono della voce si alza: si arriva ad un vero e proprio “alterco”. La dirigente (una donna veneziana), quale presidente della commissione “obbliga il commissario a consegnarle il foglio”. Che viene letto, viene messo agli atti e nel quale appunto starebbero scritte alcune annotazioni del commissario che riguardano alcuni cenni organizzativi della prova che si sarebbe svolta il giorno appresso. In quel caso la procedura prevede che a ciascun partecipante sia assegnato un compito che dovrà consegnare agli esaminatori. La vera prova consiste giocoforza non solo in quanto viene elaborato a casa. Ma consiste anche nel modo in cui il lavoro, ovvero la simulazione di una lezione in classe, viene presentato agli esaminatori.

Per capire però se quegli appunti costituiscano davvero un qualcosa di anomalo, spiega l’insegnante, “si sarebbe dovuto verificare il contenuto dell’intera scatola” precedentemente sigillata: “primo per appurare che non ci fossero altri appunti; secondo perché andava escluso che quel foglietto potesse costituire una sorta di messaggio in codice per chicchessia”. Di più, si sarebbe dovuto verificare il numero delle prove pronte per essere estratte. Che per legge deve essere “più o meno il triplo rispetto ai candidati”. Questo per evitare il rischio che a qualcuno non capiti un quesito cucito addosso al candidato. Nonostante il parapiglia e la concitazione di quegli attimi però e, nonostante la richiesta del vicentino, “la dirigente in quella fattispecie non ha proceduto con la verifica” del contenuto della scatola in cui erano stipate le tracce dei quesiti da sottoporre agli esaminandi.

Ad ogni modo poi l’uomo lamenta un altro problema. I commissari avrebbero sollecitato i partecipanti al concorso “ad apporre il proprio nome e cognome” sulle tavole che costituiscono parte integrante dell’esame. “Il che viola l’anonimato della parte scritta”. L’insegnante vicentino ha quindi informato dell’accaduto la prefettura di Venezia, l’Ufficio scolastico della Regione Veneto e la segreteria del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

I ricorsi

Tre colleghi del prof, i quali non avevano passato la prova d’esame, si sono invece rivolti al Tar del Veneto, il quale nella giornata di giovedì 25 settembre ha annullato l’esito delle prove. Risultato: l’assunzione dei 250 insegnanti a tempo indeterminato è stata annullata.

I punti contestati dall’avvocato a cui i tre querelanti si sono affidati, sono cinque: uno, la prova pratica si sarebbe svolta in forma esclusivamente scritta venendo meno alle numerosi disposizioni vigenti in materia; due, sarebbe stato “violato l’anonimato” delle prove scritte, pratica pensata per garantire la imparzialità nel giudizio; tre, sarebbe emerso un “conflitto di interessi” tra alcuni commissari e alcuni esaminati; quattro, un componente della commissione di valutazione, persino, sarebbe stato “privo dei requisiti” previsti dalla legge al fine di espletare le sue funzioni; cinque, sarebbero sono stati violati i princìpi “del buon andamento della pubblica amministrazione” e quelli della “imparzialità” della stessa al momento della mancata lettura “delle tracce non estratte” nell’ambito del concorso.

Il ricorso è stato accolto, ma nel frattempo, al fine di garantire la continuità didattica, i docenti che avevano vinto il concorso sono stati confermati nei propri ruoli, ma solamente per questo anno scolastico. Il concorso dovrà probabilmente essere fatto nuovamente, salvo nuovi ricorsi.

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