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Concorso straordinario docenti, il CSPI chiede procedure più semplici che tengano conto del servizio già prestato

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Ieri, 6 aprile 2020, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso l’atteso parere sullo schema di decreto relativo alla “Procedura straordinaria per esami finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune”.

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Nella premessa, il CSPI ha evidenziato come, seppur l’oggetto del parere sia solo la procedura concorsuale finalizzata all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia inevitabile una stretta connessione anche con le altre due procedure, ovvero a quella ordinaria e a quella straordinaria finalizzata all’immissione in ruolo. Tutte e tre le procedure, secondo il CSPI, presentano limiti e criticità.

In particolare, il CSPI individua alcune criticità:

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  • l’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe;
  • l’acquisizione di un punteggio minimo di sette decimi o equivalenti ai fini del superamento della prova scritta. Soglia che risulta particolarmente elevata considerato che la finalità di questa procedura straordinaria è quella di accertare un livello di preparazione idoneo, acquisito attraverso l’esperienza professionale maturata;
  • la difficoltà oggettiva della prova concorsuale stante la vastità delle tematiche e dei contenuti proposti che non sembrano congruenti con una procedura straordinaria e soprattutto difficilmente valutabili con una prova computer based.

A queste criticità, se ne aggiungono altre e ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione emergenziale dovuta all’epidemia da “Covid-19”.

Proprio a causa di queste grosse difficoltà, si dovrebbe garantire alle scuole di operare a pieno regime fin dal primo giorno del prossimo anno scolastico. Per questa ragione, servono procedure concorsuali più semplici, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti.

“Lo stato di emergenza dichiarato – scrive il CSPI – consente, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, di individuare appropriati provvedimenti che permettano l’immediata funzionalità di tutte le scuole del Paese a partire dal 1° settembre 2020, assicurando in ogni classe la presenza di personale stabile, motivato e formato professionalmente, e rendendo effettivo a tutti gli studenti ed alunni il diritto costituzionale all’istruzione”.

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