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Concorso straordinario infanzia e primaria, anche per il sostegno servono i due anni di servizio

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Come abbiamo scritto in precedenza, la soluzione alla questione diplomati magistrale si trova nell’emendamento presentato dai relatori della maggioranza parlamentare al decreto Dignità. 

All’articolo 4 dell’emendamento si parla infatti di un concorso straordinario specifico per i docenti precari della scuola primaria e dell’infanzia in possesso di titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito nei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria e di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, con l’obbligo di avere però svolto nel corso degli ultimi otto anni scolastici “almeno due annualità di servizio specifico”.

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Per il sostegno servono i due anni di servizio?

Alcuni lettori ci hanno chiesto se il requisito dei due anni di servizio sia valido anche per i posti di sostegno da bandire.
Fermo restando che per ogni risposta definitiva attendiamo la conclusione dell’iter parlamentare dell’emendamento, possiamo già rispondere che, come si evince dal testo, i due anni di servizio sono requisito indispensabile anche per i posti di sostegno: “Alla procedura concorsuale relativa ai posti di sostegno possono partecipare esclusivamente i docenti di uno dei titoli a) e b), nonché dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia“.

Questo vuol dire, a nostro parere, che se un docente specializzato su sostegno ha 2 anni di servizio su posto comune negli ultimi 8 anni, questo potrà partecipare al concorso su posti di sostegno. Oppure, può concorrere chi ha svolto un anno su posto comune e un altro su sostegno.
Il requisito del servizio rimane, ma a quanto pare tale può essere “cumulabile” fra posto comune e sostegno.

L’unica indicazione certa, ricordiamo, è che tale servizio dovrà essere necessariamente specifico, ovvero prestato nella stessa tipologia di posto per cui si concorre, e non in altri ordini e gradi.