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Considerazioni in merito alle dichiarazioni del ministro Carrozza nell’intervista di Fazio

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In relazione alle dichiarazioni del ministro Carrozza rilasciate sabato 11 gennaio durante la trasmissione “Che tempo che fa” il Coordinamento Nazionale Tfa Ordinario non può che tornare a stupirsi della mistificazione operata ai danni del travagliato percorso dei docenti abilitati con Tfa Ordinario.
In relazione alla parte dell’intervista dedicata al caso Tfa Ordinario, in cui il conduttore ha chiesto chiarimenti sull’intricata questione, il Ministro ha affermato:
“Hanno conseguito un’abilitazione altamente selettiva e credo che su di loro si debba investire per il reclutamento del futuro, quindi intanto stiamo lavorando per inserirli nelle graduatorie di istituto e per permettere loro di iniziare a fare le supplenze”.
Di fronte a tali affermazioni, è doveroso da parte nostra ribadire che:
– l’accesso nella ll fascia delle graduatorie di istituto a personale abilitato è una prassi usuale, è un diritto acquisito e stabilito dal D.M. 81/13, è un automatismo previsto, è la logica conseguenza di un percorso abilitante e non una concessione. Per questo non occorrono mesi e mesi di lavoro e riflessione che, semmai, avrebbero dovuto esserci a luglio affinché (come affermato dalla nota ministeriale 839/13 scomparsa dagli archivi Miur) i docenti abilitati con Tfa Ordinario ottenessero precedenza nelle supplenze rispetto ai colleghi non abilitati – la questione del reclutamento è estremamente urgente e non demandabile ad un ignoto “futuro” in quanto coinvolge sia la stabilità professionale dei docenti sia la continuità didattica che essi dovrebbero garantire nella scuola.
A riguardo si ribadisce che i docenti abilitati con percorso Tfa (selettivo e basato sul fabbisogno) chiedono al Ministro una riforma che non invalidi la stabilità del doppio canale di reclutamento e, a tal fine, hanno elaborato una proposta organica che presenteranno al Miur nelle prossime settimane.
Una immissione nella sola ll fascia di istituto, che non è valida per il reclutamento (cioè per il ruolo) e coinvolge solo una scelta di 20 scuole per le supplenze, avvilisce questi docenti neo-abilitati e preparati, incrementando la precarietà e affossando una dignità professionale già mortificata da un anno in cui si sono visti superare da colleghi non abilitati nell’assegnazione delle supplenze.
La soluzione dei concorsi regolari non equivale ad una riforma bensì ad esporre la classe dei docenti al concreto rischio che i concorsi (onerosi per lo stato e lenti nella tempistica di svolgimento) si blocchino per anni, come già accaduto, lasciando questi professionisti nel melmoso immobilismo della ll fascia di istituto.
Con l’instabilità politico/economica, con la diminuzione del fabbisogno dovuta ai tagli e con il calo dei pensionamenti dettato dalla Riforma Fornero, come si possono assicurare concorsi biennali regolari?
Vogliamo sottolineare che la nostra pressante richiesta di inserimento nelle GaE, o anche di una graduatoria provinciale valida per il reclutamento (attraverso lo scorrimento della stessa), trova la sua ragione proprio nel fondato timore di questo rischio: il blocco dei concorsi (che invece sfugge alla prospettiva “incosciente” del Miur).
– Occorre, poi, evidenziare come il Ministro continui a identificare la totalità degli abilitati Tfa ai giovani neo-laureati, alludendo indirettamente, attraverso la prospettiva delineata di un futuro ed indefinito reclutamento, al solito principio di avanzamento per anzianità di servizio. Ribadiamo perciò, dopo averlo fatto già decine di volte in incontri istituzionali, in documenti e in comunicati stampa, che la popolazione degli abilitati Tfa è variegata ed è composta sia da giovani neo-laureati e da professionisti mai iscritti prima nelle graduatorie di istituto, sia da docenti precari con anni di supplenze alle spalle e inseriti da tempo nelle graduatorie.
Notiamo perplessi: quando il conduttore per errore ha detto che” gli 11 mila docenti selezionati Tfa sono stati scavalcati dagli 11 mila vincitori di concorso Profumo” il Ministro non lo ha corretto. Bisognerebbe replicare che a scavalcare i Tieffini saranno semmai i 68 mila docenti che si abiliteranno col Pas (che è un percorso non selettivo in ingresso, senza calcolo del fabbisogno, basato solo sul requisito di 3 annualità di servizio) cui si vuol dare lo stesso peso del titolo Tfa.
Il Ministro ha poi affermato: “stiamo lavorando per dare valore al titolo che hanno conseguito”.
Auspichiamo che si riconosca un adeguato valore a questo titolo sia in relazione all’altro titolo di abilitazione Pas (una equiparazione non sarebbe equa) sia in relazione alla nostra richiesta di mantenere almeno il doppio canale di reclutamento.
Nel ricordare al Ministro che non poche eccellenze sono state abilitate con percorso selettivo Tfa Ordinario (11 mila ammessi – tra cui plurilaureati e dottori di ricerca – su una platea di 115 mila aspiranti), e che la loro età media è 37/38 anni (da fonti statistiche Cineca), chiediamo a chi ha in mano le redini delle nostre sorti professionali un maggior rispetto per il ruolo dei docenti abilitati con Tfa Ordinario (che sono restati fuori dalle scuole!) e per lo stato di precarietà che, con il mantenimento del doppio canale, sarebbe meglio salvaguardato e più dignitoso.
 
Coord. Grup. Nazional Difesa Diritti Tfa Ordinario
Prof.ssa Arianna Paola Cipriani
Prof. Edoardo Ricci

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