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Tracce Maturità 2026 - Speciale Prima Ora

19.06.2026

Conte attacca Crosetto: il Governo Meloni approva spese militari folli e toglie fondi a scuola, sanità e stipendi. Il Ministro: non è vero

Il ministro Governo Meloni, per voce del ministro del Lavoro Guido Crosetto, annuncia la volontà di rafforzare la difesa militare dello Stato italiano. Solo che secondo Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, lo farebbe sottraendo soldi allo stato sociale, alla scuola e alla sanità: “Nei giorni in cui la Caritas annuncia il record di file di cittadini in difficoltà economica, al Governo il Ministro Crosetto, fondatore del partito di Meloni, preme sulle spese militari folli firmate in sede Nato ed europea dalla sua premier. Insomma il portafoglio dei cittadini può aspettare, gli stipendi pure. La corsa al riarmo no”.

“Sono in difficoltà – osserva – perché hanno detto sì e programmato quelle spese, ma mancano pochi mesi alle elezioni e ora non possono parlare troppo di armi dopo 4 anni di zero riforme per famiglie e imprese. Al contrario di Crosetto, i ministri tecnici hanno completamente gettato la spugna su scuola e sanità: per ospedali e scuole risorse insufficienti e tagli, riforme che naufragano, case e ospedali di comunità realizzati col Pnrr vuoti e senza personale. È davvero incredibile – ha concluso il numero uno del M5s – vedere le emergenze dei cittadini dimenticate mentre si parla di riarmo e legge elettorale per conservare il potere. Hanno perso la bussola della realtà”.

La replica del Ministro: i Governi Conte i più “spendaccioni”

Pronta la replica del ministro della Difesa Guido Crosetto: “Prima di parlare di ‘riarmo’ – ha detto -, Conte dovrebbe ricordare le decisioni assunte dai suoi Governi”, come “l’impegno dell’Italia a portare gradualmente la spesa per la Difesa al 2% del Pil è stato assunto anche durante la sua Presidenza del Consiglio e proprio sotto i Governi Conte si sono registrati tra i più rilevanti incrementi della spesa per la Difesa degli ultimi anni. È singolare che oggi contesti scelte che ieri ha sottoscritto e difeso”.

Nelle affermazioni di Conte, ha continuato Crosetto, “c’è una contrapposizione tanto efficace nella propaganda quanto falsa nella realtà: quella tra sicurezza e benessere dei cittadini. Conte sa benissimo che le risorse destinate alla Difesa non vengono sottratte automaticamente a sanità, scuola o stipendi. I bilanci pubblici non funzionano così. Raccontare il contrario significa alimentare paure e offrire agli italiani una rappresentazione distorta della realtà”.    

Crosetto, però, non nega l’innalzamento delle spese per la difesa del Pase: definire “folli” gli investimenti nella Difesa, dichiara il Ministro, “significa ignorare cosa significhi oggi difendere una nazione”. La sicurezza “non è un lusso né un capriccio. È il primo dovere dello Stato e la condizione indispensabile perché possano esistere crescita economica, welfare, diritti e libertà. Chi continua a contrapporre Difesa e sociale, offre agli italiani uno slogan, non una soluzione”, ha concluso il titolare del dicastero della Difesa.

Crosetto: fuori dalla Nato spenderemmo “mille volte di più”

In precedenza, a margine della ministeriale Nato di Bruxelles, Crosetto aveva tenuto a dire che “la Nato non è un club di amici lettori, è una alleanza militare difensiva. Chi vi partecipa deve mettersi in testa di partecipare con lo stesso peso di tutte le nazioni. Questo ci siamo impegnati a fare e questo dovremmo fare nei prossimi anni. È un cambio epocale per noi”. D’altronde, ha aggiunto, “se si vuole far parte della Nato, se si vuole avere un’alleanza difensiva, si rispettano gli impegni. Altrimenti si decide di star fuori, ma a quel punto difendersi costerebbe mille volte di più“.

L’obiettivo fissato dall’Alleanza atlantica al 2035, scrive l’Ansa, è il raggiungimento della soglia del 5% del Pil per le spese della Difesa, “con tempi, modalità e percorsi – ha evidenziato Crosetto – sostenibili per ciascun Paese: la Nato ha chiesto agli Alleati di presentarsi al vertice di Ankara (7-8 luglio) con piani credibili. L’Italia si presenta con un piano solido, serio e credibile”.

Il piano italiano prevede un aumento dello 0,15% quest’anno, un altro 0,15% il successivo e lo 0,2% quello dopo.

C’è stato però un inciampo, la “non uscita dalla procedura di infrazione Ue”, che ha impedito il raggiungimento dell’obiettivo quest’anno.

“Mi auguro – ha concluso Crosetto – che sia recuperabile immediatamente. Lo vedremo già subito da ottobre dal bilancio 2027, ma penso non ci sia alternativa qualunque sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese”.

Grimaldi (Avs): scuola in difficoltà

Uno dei primi a commentare le dichiarazioni del Ministro Crosetto è stato Marco Grimaldi, di Avs: “L’Italia partecipa già pienamente alla corsa al riarmo, e Crosetto lo conferma con l’ennesimo ultimatum: o si aumentano le spese militari, o si esce dalla Nato. Ma mentre il governo spinge sull’economia di guerra, il Paese ha ben altre priorità: sanità pubblica sottofinanziata, crisi salariale, emergenza abitativa, scuola in difficoltà“.

“Meloni, intanto – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – sembra occupata a dire di aver “fatto pace” con Trump, come se avesse mai litigato davvero: più che politica estera, sembra un esercizio di fedeltà. Eppure per le armi i soldi si trovano sempre: oltre 34 miliardi di spesa militare e 42 miliardi di nuovi programmi d’armamento approvati dall’inizio della legislatura. Dite ai 6 milioni di italiani che hanno rinunciato alle cure che i soldi non ci sono. Per la guerra, invece il governo li trova sempre”, ha concluso Grimaldi.

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