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Prima Ora notizie del 3 agosto

03.08.2026

Premio Lampedusa, vince Eric Vuillard. L’appello ai giovani: non si lascino afferrare da canti di sirene tristi e ambigue

Consegnato a Santa Margherita del Belice, in provincia di Agrigento, nella serata di sabato 1 agosto 2026, in Pizza Matteotti, gremita di pubblico e di attese, il XXI Premio Letterario Internazionale “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” al francese Eric Vuillard, scrittore, regista, animatore culturale, col suo romanzo “L’ordine del giorno” (Edizioni e/o). Premio meritatissimo, secondo la giuria composta da Mercedes Monmany (presidente), Marinella Fiume, Mathieu Jung, Bernardina Rago e Marino Sinibaldi. In modo particolare, la presidente Monnany ha spiegato, consegnando il riconoscimento, che il romanzo ha il grande pregio, oltre a quello di essere scritto in chiave storica, di avere riportato alla luce il ruolo della grande borghesia tedesca nella nascita e affermazione del nazismo e della sua malefica influenza nella storia europea in termini di morti e distruzioni.

Medesimo concetto, per lo più, è stato ripreso, con un bellissimo discorso in italiano, dallo scrittore stesso che si è rivolto ai giovani affinché non si lascino afferrare da canti di sirene tristi e ambigue, invocando idealità, come Patria e giustizia sociale, per nascondere i loro progetti di violenza. Singolare è stato pure l’intervento della critica letteraria, professoressa Bernardina Rago, che ha ricoperto l’incarico di direttore scientifico della giuria, e che ha in qualche modo recuperato il rapporto, abbastanza stretto, fra il romanzo di Vuillard e il Gattopardo di Tomasi, entrambi sorti in momenti delicati della storia dell’umanità e soprattutto di transizione, riscritti dunque in momenti delicati nella Storia dell’uomo: “Regista oltre che scrittore, Vuillard intraprende, opera dopo opera, la riscrittura di momenti chiave della Storia e lo fa partendo dalle sue profondità più oscure e insignificanti. O, se preferite, dalle sue fogne. Da alcuni orli sporchi, sfuggiti quasi clandestinamente alla narrazione formale e ufficiale di ciò che oggi conosciamo come storia”.

Alla cerimonia di consegna, presente anche il sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo di Palermo Marco Betta che ha ricordato la figura di Gioacchino Lanza Tomasi, figlio ad adottivo del Lampedusa, alla cui memoria è stato assegnato un premio, per la sua attività letteraria e di custode della memoria del genitore, ritirato dalla moglie Nicoletta Polo, duchessa di Palma.

La serata, con tutte le sue suggestioni artistiche e letterarie, è stata, con brio e sagacia, da Nino Grazia Luca e da Manuela Arcuri condotta e portata a ottimi livelli di professionalità, mentre l’attore Sergio Muniz ha interpretato passi sia del Gattopardo sia del romanzo di Vuillard, accompagnato dalle Dammen Quartet che hanno eseguito brani del più suggestivo e struggente repertorio classico. Sul palco il sindaco di Santa Margherita, Gaspare Viola, e le personalità più importanti della politica e della cultura siciliana, che si sono in qualche modo impegnati a rendere in futuro il premio Tomasi di Lampedusa “Patrimonio Immateriale dell’Umanità” e la cittadina di Santa Margherita, capitale italiana della lettura.

A margine, ma non meno importante, il lavoro svolto dalle scolaresche del territorio che si sono cimentati nella cosiddetta “Officina del racconto”, curata dalla prof. Margò Cacioppo, e cha ha visto vincere, e dunque primo classificato per la partecipazione alla tipologia 1, la narrazione di Giorgio Gullo, dell’Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Partanna, dal titolo “Il quaderno di cera”; “Passi”, di Michele Mezzapelle, del Liceo scientifico Fermi di Sciacca per la tipologia 2; mentre per la tipologia 3, premio ex equo tra Camara Ben Oumar, “La vie est belle” e Matubbar Ashraful, “Adesso sono qui”.

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