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06.12.2025

Leva obbligatoria, in Germania migliaia di giovani marinano la scuola e scendono in piazza: “non è nostro dovere”. In Italia marcia indietro

Tanti giovani tedeschi rifiutano solo l’ipotesi di rendere obbligatorio il servizio militare: in migliaia, marinando la scuola, hanno manifestato in almeno 90 città della Germania, venerdì 5 dicembre, contro la riforma della leva approvata nello stesso giorno in Parlamento.

L’approvazione della legge

La norma, varata dal Bundestag, a ben vedere non cambia il sevizio militare in Germania, che rimane volontario: tuttavia, la coalizione formata da Unione e Spd ha già fatto sapere che qualora non si raggiunga il numero di giovani necessari al fabbisogno di riservisti e personale della Bundeswehr, di approverà una nuova legge, aggiungendo un meccanismo di obbligatorietà.

In tal caso, scatterebbero formulari e visite obbligatorie per tutti ragazzi di 18 anni. Mentre le ragazze potranno scegliere se partecipare e farsi avanti.

Del resto, la Bundeswehr ha poco personale e deve diventare più competitiva e appetibile: i 180 mila militari in servizio e i 100 mila riservisti attuali sono ben lontani dal fabbisogno della Nato, che indica la necessità di raggiungere 250 mila soldati e 200 mila riservisti.

Forti proteste in Germania

L’Ansa riferisce che il 5 dicembre a Berlino la Polizia ha stimato che circa 3.000 dimostranti hanno attraversato le strade del quartiere di Kreuzberg. Alla manifestazione hanno partecipato anche tanti genitori con figli piccoli e delle scuole elementari.

Circa 2.000 ragazzi hanno sfilato anche in città come Dresda, Lipsia e Chmenitz. Manifestazioni anche a Monaco, Stoccarda, Friburgo e Heidelberg. Complessivamente, sarebbero almeno 90 le città tedesche coinvolte nelle proteste.

Non è la nostra guerra, non è il nostro dovere“, scandiva uno dei manifesti dei tanti cortei immortalati dai media locali, in tutta la repubblica federale.

Uno dei cori più sentiti è stato: “La leva obbligatoria non con noi“.

“La politica dovrebbe occuparsi di più dei giovani. Dobbiamo pagare le loro pensioni e ora anche combattere per loro?”, ha commentato Sophia, 19 anni, alla Sueddeutsche Zeitung. Parole che fanno capire un po’ meglio, forse, anche come mai tanti giovanissimi votino per l’ultradestra di Afd in Germania.

Secondo uno studio dell’università di Amburgo un 30% dei ragazzi di età compresa fra i 18 e i 29 anni sarebbe interessato, mentre il 45% respinge la leva.

E in Italia?

In Italia, nei giorni scorsi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva fatto intendere che il Governo starebbe verificando la possibilità di “reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare, come in Francia e in Germania, se lo deciderà il Parlamento”: una decisione che avrebbe coinvolto migliaia di giovani neo diplomati.

Qualche giorno dopo, però, sempre il ministro della difesa, Guido Crosetto, ha tenuto a dire che la sua proposta non era obbligatoria per i giovani italiani, ma esclusivamente una riserva volontaria”.

Anche perché la maggior parte dei giovani, come già riportato dalla Tecnica della Scuola, non comprenderebbe il senso di una eventuale coscrizione obbligatoria: il 68% degli adolescenti di un campione provvisorio di 4.000 non si arruolerebbe se l’Italia entrasse in guerra, il risultato è giunto da una consultazione pubblica, rivolta a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni, promossa dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’Adolescenza allo scopo di indagare le loro percezioni sulla guerra e sui conflitti.

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