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Contratti Covid in scandenza il 31 marzo. Cisl Scuola chiede garanzie sul loro rinnovo

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Fra un mese e mezzo i contratti di supplenze su posti Covid scadranno perché la legge di bilancio 2022 prevede proprio che le risorse stanziate possano coprire i costi fino al 31 marzo.
Sono decine di migliaia i precari docenti e Ata interessati al problema e proprio nella giornata del 10 febbraio Cisl Scuola ha scritto al Ministero per chiedere la convocazione di un incontro urgente per informazione e confronto sul monitoraggio relativo all’attivazione delle supplenze su posti Covid e per la rilevazione del fabbisogno in vista della proroga dei contratti.

“C’è la necessità di assicurare la continuità nella copertura di posti legati alla gestione dell’emergenza Covid 19 – sottolinea la segretaria generale Maddalena Gissi – anche perché è facile prevedere che il fabbisogno permanga anche oltre la scadenza del 31 marzo”
“Tale preoccupazione –
prosegue Gissi – trova riscontro significativo anche nell’attività parlamentare in corso per la conversione in legge di provvedimenti governativi, con emendamenti proposti da diverse forze politiche finalizzati a garantire la prosecuzione di tali contratti fino al termine dell’anno scolastico”.

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“Il fatto è – ci dice la segretaria generale – che già in precedenza i dirigenti del Ministero ci avevano assicurato che l’intera procedura sarebbe stata monitorato soprattutto negli aspetti finanziari in modo da quantificare con precisione gli eventuali risparmi da poter utilizzare anche dopo il 31 marzo”.
Ovviamente c’è anche la necessità di quantificare le risorse necessarie per garantire la prosecuzione delle supplenze fino al termine delle lezioni.