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22.09.2025

Contratti integrativi, rapporto ARAN: in aumento nel Comparto Istruzione e Ricerca

L’ARAN ha pubblicato il Rapporto sul Monitoraggio della Contrattazione Integrativa nel Settore Pubblico per gli anni 2023 e 2024.

Dal Rapporto sono emersi alcuni dati interessanti, riguardanti le istituzioni scolastiche.

Le percentuali

Nel 2024, il Comparto Istruzione e Ricerca, insieme a Funzioni Locali, ha registrato un aumento dell’attività negoziale del 10%.

Il settore della Scuola ha inviato un volume elevato di contratti integrativi (CI), pari al 44% degli invii complessivi (7.987 atti).

I tassi di contrattazione delle sedi nazionali e uniche nel comparto Istruzione e Ricerca sono elevati, in particolare per la Scuola, dove raggiungono il 91% (rispetto all’80% nel 2023).

Le sottoscrizioni dei CCNL per il Comparto Istruzione e Ricerca (18 gennaio 2024 e 7 agosto 2024) possono aver influenzato l’attività negoziale di secondo livello.

Tipologia e contenuto dei contratti

Sempre nel 2024, nella Scuola, il contratto integrativo di tipo normativo è preponderante, rappresentando il 61% degli atti.

Nel complesso del comparto Istruzione e Ricerca (che include la Scuola), il numero di CI che continuano a normare è considerevole (60%), presumibilmente sfruttando l’impulso derivante dalla precedente tornata contrattuale.

Per il personale del comparto Scuola, i CI normativi sono il 60%, mentre per la dirigenza della Scuola sono l’83%.

Complessivamente, la Scuola ha trasmesso 4.837 CI normativi, 2.888 CI solo economici e 262 CI a stralcio su specifiche materie.

I contratti sono stati dedicati prevalentemente al personale dei comparti (non dirigente) (7.958 atti) rispetto al personale delle aree dirigenziali (29 atti).

Procedura e rapporti sindacali

Nel medesimo anno, l’adesione all’attività negoziale da parte delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) è molto alta. Nella Scuola, il tasso di adesione RSU è stato del 96,2% (7.656 CI sottoscritti su 7.958 totali). Questo dato è considerato un indicatore di ottima qualità delle trattative.

Per quanto riguarda gli atti unilaterali (adottati in assenza di accordo), nella Scuola ne sono stati trasmessi 70 su un totale di 7.987, pari allo 0,9%.

Circa la composizione della delegazione di parte pubblica, nella Scuola, 1.724 contratti (su 7.917) avevano una composizione “Mista” (politici e dirigenti/funzionari), mentre 6.193 erano composti solo da direttori/dirigenti/funzionari.

Analisi di dettaglio anno 2023

Il monitoraggio dettagliato del 2023, incentrato sul personale non dirigente, ha incluso l’analisi del comparto Istruzione e Ricerca.

Tassi e frazionamento

  • Su 8.225 amministrazioni scolastiche monitorate, 6.412 hanno inviato almeno un contratto nel 2023, con un tasso di contrattazione del 78%.
  • Nella Scuola, solo l’11% delle amministrazioni (732 su 6.412) ha inviato due o più contratti, un dato meno frazionato rispetto ad altri settori.

Tipologia di contratto

  • La Scuola ha inviato 7.247 contratti nel 2023 (personale non dirigente). La maggior parte erano triennali normativi ed economici (4.336), seguiti da quelli annuali economici (2.669).
  • Nel comparto Istruzione e Ricerca, il numero di CI a carattere normativo è molto elevato (5.089), riflettendo una tendenza specifica del settore a inserire previsioni a carattere normativo anche nei contratti annuali economici.
  • Gli atti unilaterali adottati nella Scuola nel 2023 sono stati 49 (0,7% del totale degli atti inviati).

Materie trattate e criticità

  • L’analisi dettagliata delle materie contrattuali ha riguardato 100 contratti della Scuola.
  • Le materie legittimamente trattabili (Tipo A) più frequentemente affrontate includono: Criteri ripartizione fondo istituto (96%), Criteri compensi accessori al personale (87%), Applicazione diritti sindacali e contingenti sciopero (87%), e Sicurezza luoghi lavoro (72%).
  • Le materie oggetto di confronto (Tipo B) più trattate sono state l’Articolazione orario di lavoro del personale e i criteri di individuazione del personale per attività retribuite con il Fondo d’Istituto (37%), e i Criteri riguardanti le assegnazioni alle sedi di servizio all’interno dell’istituzione scolastica (36%).
  • Un dato critico emerso nel 2023 è che la percentuale di materie non previste nella contrattazione integrativa o che erano oggetto di confronto (materie non contrattabili) ha rappresentato il 15,1%. Questo è stato notato come una potenziale “inversione di tendenza” o un “indice di scarsa tenuta del contratto nazionale” rispetto agli anni precedenti (dove era 7,4% o 9,8%).

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