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Contratto dirigenti: ancora un rinvio

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L’incontro del 24 aprile fra Aran e sindacati per il contratto d’ingresso dei dirigenti scolastici ha avuto quanto meno il merito di costringere le parti ad un chiarimento reciproco.
Da un lato l’Aran ha formulato l’offerta economica definitiva (è bene ricordare che l’Agenzia si muove entro limiti molto rigidi, definiti dalle direttive del Governo), mentre le diverse sigle sindacali hanno espresso la loro posizione al riguardo.
Dopo un’attenta ricognizione tecnica sui residui degli anni passati, l’Aran ha offerto un aumento annuo complessivo di 19.530.000 lire lorde, contro le 18.700.000 lire del calcolo precedente.
In pratica l’aumento medio mensile dovrebbe attestarsi sulle 900mila lire nette, significative sì, ma ancora lontane dal milione e mezzo scarso che consentirebbe l’adeguamento alle dirigenze della prima area come peraltro era stato “promesso” dal Governo con l’atto di indirizzo del dicembre scorso.
Ed è proprio per questo motivo – il mancato adeguamento alle altre dirigenze – che l’ANP ha dichiarato nel corso dell’incontro la propria totale indisponibilità a sottoscrivere il contratto richiedendo l’emanazione di un ulteriore atto di indirizzo.
“L’Anp – si legge in un comunicato diramato poche ore dopo la conclusione dell’incontro – è intenzionata a muovere un passo presso i candidati premier di entrambi gli schieramenti al fine di acquisirne l’impegno formale a collocare la questione ai primi posti della loro agenda governativa.”
Soddisfatti Cgilscuola e Uilscuola, mentre lo Snals vuole conoscere anche gli aspetti normativi prima di esprimersi in modo definitivo.
Posizione analoga ha espresso la Cislscuola che potrebbe essere disposta a sottoscrivere l’accordo nel caso in cui le risorse fossero concentrate sullo stipendio base e non disperse su compensi accessori o legati alla valutazione dei risultati.
La seduta si è comunque conclusa con una puntuale calendarizzazione (prime scadenze giovedì 26 aprile alle ore 14.30 e venerdì 27 aprile alle ore 9.30) che fa presumere l’intenzioni delle parti di arrivare ad una rapida conclusione di una vertenza che rischia di diventare una vera e propria “storia infinita”.