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Contratto scuola scaduto da tre anni, mentre sale inflazione e la benzina costa più di 2 euro al litro

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Secondo le stime preliminari, nel mese di febbraio 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 5,7% su base annua. L’inflazione in Italia sta galoppando come non accadeva dal 1991, ma il problema è che si prevede una più consistente impennata nei prossimi mesi, anche per effetto della guerra che sta martoriando l’Ucraina.

L’aumento della benzina, che ha praticamente sfondato la soglia dei 2 euro al litro, è il segnale di un grave problema che si ripercuoterà pesantemente sui prezzi al consumo e sull’inflazione reale dell’intero Paese. In questo quadro economico preoccupante, gli stipendi degli insegnanti e del personale scolastico tutto, segnano ancora una volta un blocco contrattuale insostenibile e che supera già i tre anni di mancato rinnovo contrattuale.

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Contratto scaduto da 39 mesi

Il contratto della scuola è scaduto il 31 dicembre del 2018, sono ormai passati quasi 39 mesi senza rinnovo, tanto da trovarci dal 31 dicembre 2021 ad essere già passati ad un nuovo contratto, quello 2022-2024, senza nemmeno avere iniziato la contrattazione per il CCNL scuola 2019-2021. Tutto questo disinteresse “governativo” e “ministeriale” nei confronti del personale scolastico, risale già alla scadenza del CCNL scuola 2006-2009, quando servirono ben 9 anni per siglare il rinnovo contrattuale. Si passò dal CCNL 2006-2009 al CCNL 2016-2018, perdendo tutti gli arretrati fino al 2016, perdendo il 2013 come anno utile per la progressione della carriera e ricevendo degli aumenti medi mensili lordi di 85 euro. Il contratto scuola 2016-2018, ormai scaduto e non rinnovato da 39 mesi, era stato definito un contratto ponte per sbloccare l’inerzia della vacanza contrattuale e consentire un adeguamento stipendiale del personale della scuola con i contratti 2019-2021 e 2022-2024. A parere dei sindacati mancano all’appello, per adeguare gli stipendi dei docenti italiani a quelli europei, almeno 400 euro lordi mensili da reperire nei prossimi due contratti. Sul piatto del rinnovo del contratto scuola ci sono, almeno per adesso, risorse economiche inadeguate che non superano le 105 euro lorde mensili e che non consentono l’apertura delle trattative.

Vacanza contrattuale

Bisogna sapere che il CCNL 2016-2018 all’art.2, comma 6, ha previsto la norma riferita all’indennità di vacanza contrattuale per i CCNL scaduti ma non rinnovati. Per la scuola siamo in una situazione di contratto scaduto da più di tre anni e di un tasso di inflazione che sta correndo, insieme ai beni energetici di importazione, di una percentuale che si aggira intorno al 6%. La norma sulla vacanza contrattuale dispone che a decorrere dal mese di aprile dell’anno successivo alla scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro, qualora lo stesso non sia ancora stato rinnovato e non sia stata disposta l’erogazione di cui all’articolo 47 bis, comma 1, del d.lgs. 165/2001, è riconosciuta, entro i limiti previsti dalla legge di bilancio in sede di definizione delle risorse contrattuali, una copertura economica che costituisce un’anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale. L’importo di tale copertura è pari al 30% della previsione Istat dell’inflazione misurata dall’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, applicato agli stipendi tabellari. Dopo sei mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al 50% del predetto indice. Per l’erogazione della copertura di cui al presente comma si applicano le procedure di cui agli artt. 47 e 48, commi 1 e 2, del d.lgs. 165 del 2001.

Quindi ad aprile 2022 ci dovremmo trovare, salvo interventi legislativi che intervengano sulla vacanza contrattuale, con una doppia indennità per il mancato rinnovo del CCNL 2019-2021 e anche il mancato rinnovo del CCNL scuola 2022-2024.