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Controllo dei revisori sugli organici delle scuole

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L’Ufficio scolastico regionale del Lazio chiama in aiuto i revisori dei conti per tenere sotto controllo gli organici del 2009/2010 e la Flc-Cgil protesta vivacemente e chiede l’immediato ritiro delle disposizioni.
I fatti sono piuttosto semplici.
Poco prima delle vacanze natalizie,  l’USR del Lazio trasmette alle scuole  e ai revisori dei conti designati dal Ministero dell’Istruzione una circolare con la quale invita questi ultimi ad “effettuare opportuni accertamenti sulla reale attendibilità dei dati comunicati dalle proprie Istituzioni Scolastiche”.
Anzi, l’Usr si spinge oltre e annuncia ai revisori che nel corso di un apposito incontro in programma nel mese di gennaio, sarà dato l’incarico di “vigilare sulle proposte che saranno formulate dalle Istituzioni Scolastiche in merito alle dotazioni organiche del personale della scuola (docente e non docente)”.
Sembra insomma che l’Usr del Lazio nutra il sospetto che i dati trasmessi dalle scuole siano poco attendibili, per non dire addirittura “gonfiati” e quindi cerchi di correre ai ripari.
Anche perché il 5° comma dell’articolo 64 della legge 133 parla chiaro: “I dirigenti del Ministero dell’istruzione, compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati…. comporta l’applicazione delle misure connesse alla responsabilità dirigenziale”.
Ma la Flc del Lazio non ci sta e chiede che il provvedimento venga ritirato immediatamente anche perché, secondo il sindacato, nessuna delle norme attualmente in vigore chiama in causa i revisori a proposito delle operazioni di definizione degli organici.
Secondo la Flc, anzi, la nota dell’Ufficio regionale sarebbe “un atto improprio e pericoloso perché da un lato attribuisce prerogative non previste ai revisori dei conti, dall’altro getta una luce di giudizio negativo sull’operato dei dirigenti scolastici, quasi che questi ultimi siano sotto sospetto di dichiarare il falso”.
E, a conforto della propria tesi, il sindacato tira in ballo anche la relazione della Corte dei Conti di qualche anno nella quale si sottolineava l’opportunità che l’azione dei revisori sia impostata e vissuta dalle istituzioni scolastiche e dallo stesso organo di revisione in termini non di controllo repressivo, ma di attiva e fattiva collaborazione, in modo che l’azione di consulenza e di informazione si affianchi a quella di controllo”. 
Adesso, con la riapertura delle scuole e degli uffici, non resta che aspettare la risposta della Direzione regionale che potrebbe anche chiedere l’intervento del Ministero.
Con il risultato che l’iniziativa potrebbe essere estesa a tutto il territorio nazionale.