Home Archivio storico 1998-2013 Estero Corea del Sud, in fuga da una scuola troppo dura

Corea del Sud, in fuga da una scuola troppo dura

CONDIVIDI
Dal Los Angeles Time arriva in questi giorni una notizia inquietante: sembrerebbe che in Corea del Sud il sistema scolastico sia talmente duro e competitivo che le famiglie più abbienti preferiscono trasferirsi all’estero pur di non sottoporre i propri figli alle vessazioni di una scuola che avrebbe le sembianze di un vero e proprio percorso di guerra più che di un percorso formativo. Secondo il giornale americano, nel corso degli ultimi cinque anni il numero dei ragazzi scolarizzati all’estero è quadruplicato. Sarebbero intorno alle sedicimila le famiglie che hanno scelto di separarsi – il papà resta in Corea a lavorare, la mamma parte con la prole – per iscrivere i figli nelle più rassicuranti scuole americane, canadesi o australiane. In Corea del Sud, continua il quotidiano della California, riuscire a entrare in una delle tre migliori università del Paese è un obiettivo che fin da bambini si è obbligati a perseguire, a costo di enormi sacrifici. Ma é soprattutto in seguito, durante gli anni del liceo, che lo studio diventa talmente ossessionante che gli studenti vivono sotto la cosiddetta legge del “quattro va bene, cinque è la fine”: in pratica, chi dorme cinque ore a notte é considerato fuori gioco, non in grado di superare i molto selettivi esami di maturità. In Corea del Sud la scuola ha un ruolo centrale, tutto ruota attorno ad essa: nei giorni d’esame, tutti gli uffici pubblici aprono un’ora più tardi per consentire una migliore fluidità alla circolazione stradale!