Ancora una polemica relativa alle recite di Natale nelle scuole: stavolta ci troviamo nel fiorentino. Qui, come riporta Today, il progetto di un coro natalizio con canzoni religiose di una quinta elementare, è saltato all’ultimo momento. Ma il maestro di religione non si è dato per vinto, e ha deciso di spostare la recita in piazza, fuori dalla scuola.
La scuola ha annullato l’esibizione in quanto alcuni docenti hanno fatto notare il fatto che i canti religiosi non coinvolgevano gli alunni che non frequentano l’ora di religione. Il caso ha subito acceso la solita diatriba politica. “Giù le mani dal Natale – attacca il consigliere regionale di Fdi Matteo Zoppini – Vietare i canti natalizi dentro una scuola perché ritenuti religiosi è una vergogna”.
“Basta a questi oltraggi. Ne prendano atto i solerti insegnanti che hanno chiesto e ottenuto l’annullamento, il Natale celebra la nascita di Gesù e la nostra cultura – prosegue Zoppini – affonda molte delle sue radici nel Cristianesimo. Nessuno obbliga i bambini a partecipare ai canti, ma nessuno ha il diritto di vietare ad altri bambini di intonare canti natalizi all’interno di una scuola”.
Per la scuola ha risposto la vice preside, parlando di grosso equivoco e di un errore di comunicazione. “Ad essere esclusi dal poter cantare sono stati i bambini che non frequentano la religione. Il docente di religione – continua – ha fatto entrare a scuola una persona esterna senza autorizzazione. Ce ne siamo accorti martedì e abbiamo bloccato il progetto, non i cori. Occorreva un piano meno approssimativo, coinvolgendo tutti i bambini. Anche i 28 bimbi su 77 che non fanno religione avevano diritto a cantare. Natale è la festa di tutti: brutto prevedere che alcuni bambini stiano solo a guardare i compagni che cantano”.
Secondo lei la decisione del docente di religione di far svolgere i cori fuori dalla scuola “è stata una scelta polemica” perché “gli avevamo proposto di rinviare il concerto per coinvolgere tutti i bambini, inserendo nel programma anche canti laici con l’obiettivo, inclusivo, di far partecipare tutti alla festa. Ma non è stato accettato”.
Inoltre, come riporta La Nazione, la presenza del direttore del coro, persona esterna alla scuola, non sarebbe stata mai autorizzata, come invece necessario. Per questi motivi il progetto (non i canti) è stato stoppato. O tutti o nessuno, ribadisce lo staff della dirigenza: solo un “noi” che, dicono dalla scuola, è un messaggio a tutta la comunità.