Il 2026 si apre per la scuola con molte attese ancora sospese e diversi nodi da sciogliere. Tra riforme annunciate, scadenze imminenti e misure che tardano ad arrivare, docenti, dirigenti, studenti e famiglie si affacciano al nuovo anno con più domande che certezze.
Dalla Carta del Docente, ancora ferma al palo, alla nuova riforma della Maturità che promette di cambiare volto all’esame di Stato, passando per le GPS e le iscrizioni che stanno per partire, il calendario scolastico del 2026 si preannuncia denso di appuntamenti cruciali. Un quadro complesso che merita di essere ricostruito punto per punto, per capire cosa davvero ci aspetta nei prossimi mesi e quali saranno le ricadute concrete sul lavoro quotidiano dei docenti e sull’organizzazione delle scuole.
Ecco cosa ci si aspetta dal 2026:
Dal 13 gennaio prossimo si entra nel vivo delle iscrizioni al prossimo anno scolastico. Saranno infatti attive dalle ore 8 le funzioni sulla piattaforma UNICA con le quali le famiglie potranno trasmettere telematicamente la domanda per l’iscrizione alle classi prime. Resta la modalità cartacea per le scuole dell’infanzia. Il termine ultimo per l’inoltro della domanda è fissato alle ore 20 del 14 febbraio 2025.
Dal prossimo anno scolastico 2026/2027 è prevista, inoltre, l’attivazione dei percorsi quadriennali nell’ambito della filiera formativa tecnologico professionale, la cosiddetta riforma del 4+2.
Entro il 30 gennaio, inoltre, come attendono migliaia di docenti, dovrà essere sbloccata la Carta Docente, rimasta inattiva dallo scorso 31 agosto.
A chiarirlo, lo scorso 29 ottobre, la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. Ecco le sue parole: “Si precisa che non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta: l’estensione della platea dei destinatari richiede per sua natura che vengano mutate le tempistiche per l’attribuzione della Carta. Bisogna attendere di individuare tutti i beneficiari. Potrà essere assegnata solo quando potrà essere individuata la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche ovvero a partire dal gennaio di ogni anno”.
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.
Da quest’anno, poi, entrerà in scena la riforma della Maturità voluta da Valditara. I contenuti? Chi fa scena muta all’orale sarà bocciato, cambia l’orale, le commissioni e le materie. In particolare, l’orale verterà solo su quattro materie, scelte a inizio anno (a gennaio) con decreto dallo stesso Ministro.
Le Gps, graduatorie provinciali per le supplenze, vengono rinnovate ogni due anni. L’ultima volta che ciò è avvenuto era il 2024, e quindi il prossimo rinnovo è previsto proprio nel 2026.
Entro febbraio 2026, dopo aver ricevuto il parere obbligatorio ma non vincolante del CSPI, il Ministro dell’Istruzione e del Merito dovrebbe emanare l’Ordinanza Ministeriale riguardante l’aggiornamento, trasferimento e nuovo inserimento della GPS per il biennio 2026-2028. Nell’OM sull’aggiornamento delle GPS saranno indicati i 20 giorni in cui sarà possibile presentare istanza online nella provincia scelta dall’aspirante supplente. Si presume che le domande potranno essere presentate nel mese di febbraio 2026.
Anche le GaE (graduatorie ad esaurimento provinciali) verranno rinnovate, in un lasso di tempo che va dall’8 al 22 gennaio 2026.
La Legge di Bilancio per il 2026 prevede, tra le misure che riguardano la scuola, un contributo che arriva fino a 1.500 euro che lo Stato assegnerà nel 2026 alle famiglie con Isee entro i 30mila euro per avere la possibilità di scegliere una scuola paritaria.
I nuovi programmi scolastici, figli delle indicazioni nazionali per il primo ciclo introdotte dal ministero dell’Istruzione e del Merito, entreranno in vigore dall’anno scolastico 2026/2027, di preciso il 1° settembre 2026.
In contemporanea dovrebbero essere anche pronti i libri di testo adeguatamente aggiornati.
Dopo la firma del contratto 2022/2024, sottoscritto definitivamente lo scorso 23 dicembre, nel 2026 dovrebbe subito partire la trattativa per il successivo, il 2025/2027. A dirlo lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nel suo video di fine anno.
“Ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027”, aveva detto a novembre.