Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara oggi, 30 dicembre, ha pubblicato sul suo canale YouTube il consueto video di fine anno scrivendo che, al termine del 2025, ci sono buone notizie per la scuola italiana. Ecco le parole del capo del dicastero di Viale Trastevere e tutti gli argomenti che ha affrontato.
“Al termine del 2025, buone notizie per la scuola italiana, vediamole nei dettagli. Questa legge di bilancio aumenta le risorse per la scuola italiana per il 2026. Non è vero quanto sostengono le opposizioni che nel 2026 le risorse per la scuola italiana diminuiranno rispetto al 2025. Cerchiamo di spiegare come avviene la manovra di bilancio. Il bilancio dello Stato assegna delle cifre certe soltanto per l’anno successivo. Quindi la legge di bilancio approvata nel 2025 assegna delle cifre certe per il 2026. Per gli ultimi due anni del triennio, cioè il 2027 e il 2028, le leggi di bilancio non appostano mai cifre definitive proprio perché gli oneri non sono ancora certi. Facciamo anche qui degli esempi concreti. La legge di bilancio approvata nel 2024 aveva previsto per il 2026 57 miliardi e 46 milioni di euro. Invece per il prossimo anno questa legge di bilancio stanzia assegna definitivamente 57 miliardi e 921 milioni. Quindi rispetto alle previsioni contenute nella legge di bilancio 2024 ci sono 875 milioni in più. È sempre stato così. Per stabilire se ci sono dei tagli occorre dunque guardare a quanto è stanziato per l’anno successivo, cioè per il 2026.
Facciamo un esempio che riguarda questa volta un governo di sinistra, il Conte 2. Per il 2021 aveva assegnato definitivamente 50 miliardi e 570 milioni. Per il 2022 aveva previsto, non stanziato, 48 miliardi e 59 milioni. Per il 2023 46 miliardi e 751 milioni. Non si poteva all’epoca parlare di tagli. Infatti, quando venne approvata la legge di bilancio nel 2021 dal governo Draghi, i miliardi assegnati per il 2022 furono 51. Anche la legge di bilancio approvata con il governo Draghi prevedeva in via non ancora definitiva per gli anni successivi, il ’23 e il ’24, 49 miliardi e mezzo e 47 miliardi. Qual è la realtà. Oggi noi stanziamo per il 2026 960 milioni in più rispetto al 2025. Non solo, per il prossimo anno ci saranno a disposizione della scuola italiana 57 miliardi 961 milioni di euro. Per il governo Conte 2 le risorse erano 50 miliardi. Dunque vi è stato un incremento significativo di risorse per la scuola italiana“.
“Non solo, abbiamo anche una concreta prospettiva di firmare il terzo contratto per il personale della scuola in una sola legislatura. Diamo anche qualche dato aggiuntivo. Abbiamo previsto con la firma del contratto 2022-2024 degli aumenti medi di circa €150 al mese per i docenti e di circa €110 al mese per il personale. Fra l’altro saranno assegnati ai docenti arretrati di circa €1.948 e per il personale ATA di €1.427. Ci sarà anche una una tantum aggiuntiva per i docenti pari a €149 e di €109 per il personale ATA. È una attenzione importante, significativa per chi lavora a favore dei nostri giovani, per il futuro dei nostri giovani. Non solo, nella storia della scuola italiana non si sono mai sottoscritti tre contratti in una sola legislatura. Garantiamo dunque per la prima volta una vera continuità contrattuale. Abbiamo poi messo a disposizione 320 milioni per l’assicurazione sanitaria per 1.200.000 lavoratori della scuola. È la prima volta che si prevede un’assicurazione sanitaria per tutto il personale scolastico“.
“Parliamo ora del raggiungimento degli obiettivi PNRR per il 2025. Sono soldi di cui l’Italia dovrà rendere conto e quindi è bene che vengano investiti in modo appropriato. Vediamo i target fissati dall’Unione Europea. Contrasto alla dispersione scolastica e superamento dei divari territoriali. Il target fissato dall’Unione Europea era di coinvolgere e formare 820.000 studenti. Il target raggiunto è stato invece più alto. Sono stati formati 1.300.000 studenti a rischio di abbandono o che avevano abbandonato la scuola. Riduzione del tasso di abbandono precoce. L’Unione Europea aveva previsto di abbassare la percentuale dal 13,5 al 10,2. Secondo le stime di INVALSI il target nel 2025 è stato ampiamente superato. Saremmo all’8,3%, addirittura con 5 anni di anticipo rispetto all’obiettivo 2030. Altro obiettivo: trasformare le aule in aule digitali. Il target fissato dall’Unione Europea era di 100.000 classi in ambienti digitali innovativi. Il target raggiunto che noi abbiamo raggiunto è di 136.000 classi digitali.
Didattica digitale integrata. Il target fissato dall’Unione Europea era di formare 650.000 unità di personale scolastico. Abbiamo invece formato 815.000 tra docenti e personale tecnico amministrativo. Abbiamo attivato oltre 130.000 percorsi formativi: nuove competenze, nuovi linguaggi, in particolare materie STEM, orientamento e multilinguismo. Il target fissato dall’Unione Europea era di attivare percorsi formativi in 8.000 istituzioni scolastiche. Abbiamo attivato percorsi formativi in 8.171 scuole, con 235.000 percorsi svolti e il coinvolgimento di oltre 3.700.000 studenti. Stiamo spendendo in modo efficiente le risorse PNRR. Sì, lo certificano ancora una volta i dati inviati alla Commissione. Per quanto riguarda la spesa sugli investimenti, questa si attesta a circa il 65% del totale, con investimenti che raggiungono addirittura l’80% del totale. Questo governo ha investito ulteriori 2 miliardi di euro di risorse nazionali aggiunte così come anche 1 miliardo e mezzo di euro di risorse europee provenienti dai fondi di coesione.
Veniamo ad un altro argomento strategico: gli asili nido e le scuole d’infanzia. Sono stati investiti al 31 dicembre 2025 4 miliardi e 600 milioni di euro per 4.113 interventi. Di queste risorse, 1 miliardo e 200 milioni sono risorse che abbiamo messo noi come risorse nazionali aggiuntive. 819 milioni sono risorse che la Commissione Europea ci ha aggiunto, ha incrementato, per aver noi raggiunto gli obiettivi in altre misure. Il Consiglio di Barcellona aveva previsto che l’Italia raggiungesse la copertura dei posti in asili nido pari al 33%. Siamo al 31 dicembre 2025 al 36%. Anche le mense sono un tema molto importante perché consentono fra l’altro di attivare le scuole a tempo pieno. Ho firmato in questi giorni un ulteriore decreto da €210.000.000 che consente di finanziare ulteriori 59 interventi. Questo investimento si inserisce in un piano complessivo di 960 milioni di euro già investiti per 1.850 interventi autorizzati.
Edilizia scolastica, un altro tema strategico. Ho appena firmato un decreto che stanzia €26.800.000 per il piano antincendio e per ulteriori interventi di messa in sicurezza. Queste risorse si aggiungono al precedente decreto da €23.700.000, portando l’investimento complessivo stanziato negli ultimi mesi a €430.500.000. Questa misura si aggiunge ad un investimento veramente colossale. Abbiamo stanziato complessivamente per l’edilizia scolastica 12 miliardi di euro per quanto riguarda la messa in sicurezza degli edifici. Un terzo di queste risorse sono risorse ministeriali, sono risorse nazionali. Abbiamo sviluppato interventi per oltre 10.000 edifici scolastici, circa un quarto del totale.
Ci sono delle novità importanti anche per quanto riguarda il caro-libri. Abbiamo infatti stanziato 20 milioni di euro per contributi a favore delle famiglie meno abbienti per l’acquisto di libri scolastici. Questa misura si va ad aggiungere ad un’altra iniziativa che avevamo adottato come Ministero dell’Istruzione. E cioè l’incremento di 2 milioni di euro del fondo per l’acquisto dei libri di testo scolastici che passa da 137 milioni di euro a 139 milioni di euro per gli anni 2026 e 2027“.
“Abbiamo parlato dei rinnovi contrattuali, abbiamo parlato dunque di soldi in più. Se sarà firmato anche il contratto 2025-2027 in questa legislatura, avremo messo nella busta paga dei docenti italiani in media €413 al mese in più. Abbiamo parlato anche dell’assicurazione sanitaria, un’autentica novità. Voglio ricordare che abbiamo incrementato notevolmente le risorse per pagare le attività aggiuntive dei docenti e del personale scolastico più in generale: i nuovi progetti, progetti strategici. Penso ad Agenda Sud e ad Agenda Nord, penso al Piano Estate, penso al docente tutor e al docente orientatore. In questi 3 anni abbiamo destinato 1 miliardo e 200 milioni di euro per retribuzioni aggiuntive in favore del personale scolastico.
Anche per l’anno scolastico 2025-2026 saranno finanziate le figure del docente tutor e del docente orientatore. Ho appena firmato un decreto che stanzia €262.000.000 per pagare il docente tutor e il docente orientatore per personalizzare la didattica per ogni giovane. Con queste buone notizie voglio augurare a tutti voi uno splendido 2026 e un pensiero particolare a voi studentesse e studenti e ai vostri genitori e un ringraziamento di cuore a tutti i docenti, dirigenti scolastici, personale che lavorate per il futuro dei nostri giovani”, ha concluso Valditara.