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Covid. Giannelli: i dirigenti non riescono più a occuparsi di scuola, sempre impegnati sulle questioni sanitarie

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Dopo la diatriba tra i dirigenti scolastici e il ministero dell’Istruzione attorno ai numeri dei contagi, il Presidente ANP, Antonello Giannelli, torna a parlare in chiave critica: “Mentre la politica è concentrata solo sull’appuntamento – di cui non disconosciamo la rilevanza – dell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, nella maggior parte delle scuole si lavora nel caos perché il servizio, completamente snaturato, deve supplire alle carenze di quello sanitario territoriale”.  

Giannelli sottolinea che: “I dirigenti e i loro collaboratori non riescono più a occuparsi di questioni scolastiche ma esclusivamente di problemi sanitari e parasanitari. In un momento in cui sempre più alunni e studenti, colpiti dalla pandemia, avrebbero bisogno di particolari attenzione e cure. Un chiaro esempio di questa difficoltà è il fatto che la proposta di organizzazione dei licei quadriennali sembra aver riscosso un successo minore rispetto alle attese”. 

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Lo stress del personale scolastico

Il Presidente dell’ANP continua: “I dirigenti sono sottoposti a una pressione psicologica senza precedenti anche da parte dei genitori che chiedono loro conto della farraginosità della procedura e dell’inerzia delle ASL”.  

Un dato, quello dello stress di tutto il personale scolastico, che ha segnalato con preoccupazione anche l’ordine degli psicologi nella persona del suo presidente, David Lazzari, che ospite dell’appuntamento della Tecnica della Scuola Live ha dichiarato: “Io vorrei ricordare che il personale scolastico è stato sottoposto a degli stress incredibili in questi due anni di pandemia, perché parliamo sempre di disagio degli studenti, ma qualche volta vorrei parlare anche del disagio degli insegnanti e dei dirigenti scolastici“.

Semplificare i protocolli di gestione dei casi Covid

Conclude Giannelli: “Il principio secondo cui l’emergenza non conosce regole è valido, ma un’emergenza perdurante da due anni non può tramutarsi in un cronico stravolgimento delle regole. Chi, come noi, è in trincea è a disposizione per contribuire alla semplificazione del protocollo di gestione dei casi di positività in classe. Innumerevoli volte ne abbiamo reiterato la richiesta senza ottenere risposte.”