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Covid scuola senza alunni distanziati, il Pd chiede 150 milioni per affittare nuovi spazi e regole meno ferree

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Nuovi spazi per svolgere le lezioni, in alternativa o agendo su quelli ristretti che si riscontrano in molte classi dove altrimenti sarebbe a rischio il distanziamento minimo di un metro tra gli alunni. Ma anche più tolleranza sulle regole da attuare a scuola in emergenza epidemiologica. A chiederlo è il Partito democratico, con alcuni emendamenti al Decreto Legge “Agosto”, in vista delle prossime votazioni in commissione Bilancio al Senato.

Gli emendamenti Pd

Le modifiche “segnalate” dal Pd, si cui la maggioranza potrebbe convergere, poggiano sulla richiesta di circa 150 milioni di euro pubblici, da mettere a disposizione di comuni e province: l’obiettivo primario sarebbe quello di “consentire di acquistare o affittare spazi alternativi per l’attività didattica nelle scuole o per adattare gli spazi esistenti alle esigenze dettate dall’emergenza Covid”.

Tra gli emendamenti presentati dal secondo partito di maggioranza, vi è anche una corsia veloce per facilitare l’avvio dell’anno scolastico prevedendo di poter derogare alle norme sulla sicurezza e alla disciplina sugli affitti.

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Gli emendamenti, se approvati, è chiaro che vogliono dare un sostegno concreto alle scuole che necessitano di spazi ulteriori, soprattutto laddove il numero di alunni risulta alto e le aule a disposizione delle scuole di metratura medio-piccola.

Affittare spazi costa

Si è parlato per mesi – anche per iniziativa di deputati della maggioranza e della stessa ministra Lucia Azzolina – della possibilità di fare ospitare gli alunni in surplus all’interno di locali museali, di teatri e cinema. Ma sono davvero residuali, a quanto risulta alla Tecnica della Scuola, la messa a disposizione da parte degli enti locali di questo genere di spazi aggiuntivi. Anche perché comportano costi che non sempre gli stessi enti locali sono in grado di sopportare.

Mentre risulta maggiore l’utilizzo di parrocchie, oltre che di ex locali scolastici ripristinati. Ed in certi casi pure di scuole paritarie, verso le quali c’è stata una apertura del ministero dell’Istruzione, seppure francamente tardiva.

In diverse migliaia di aule, però, il numero di alunni, anche a causa dei ritardi di consegna dei banchi monoposti ministeriali, inizialmente “promessi” dal Commissario straordinario Domenico Arcuri entro il 7 settembre 2020, è rimasto notevole. Comportando pure il mancato rispetto del distanziamento e l’utilizzo permanente della mascherina anche in classe durante le lezioni.

Il Decreto “Agosto” ancora da approvare

Il disagio degli alunni e delle loro famiglie, in questi primi giorni di scuola, si è nel frattempo espresso e fatto sentire alle istituzioni e alla politica. E adesso quest’ultima cerca di correre ai ripari.

Solo che la scuola è già iniziata, mentre il Decreto “Agosto” è ancora in discussione: il rischio, quindi, è che i fondi possano essere approvati in autunno, mentre il problema andrebbe risolto subito.

Forse la soluzione potrebbe essere quella di cancellare le classi pollaio, sdoppiando quindi quelle con numeri di alluni vicini se non superiori a quota 30, ma anche in questo i tempi di approvazione del ddl del M5S appaiono davvero troppo lunghi.

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