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Da quest’anno il 5 per mille alla ricerca, al volontariato, agli enti culturali, ricreativi, sociali, ai comuni

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Così ha stabilito la Legge Finanziaria del 23 dicembre 2005, n. 266, all’art. 1, comma 337 colà dove è detto che si potrà destinare “il cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno del volontariato, ad onlus, ad associazioni di promozione sociale e di altre associazioni riconosciute; al finanziamento della ricerca scientifica e delle università; ai finanziamenti della ricerca sanitaria, alle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente”.
L’elenco delle quattro categorie dei destinatari è stato pubblicato dal sito della Agenzia delle Entrate in data 10 marzo ed è tuttora sulla home page. La stessa Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti un proprio motore di ricerca, per favorire il reperimento del codice dell’ente al quale si è interessati.
Il 5 per mille, a differenza dell’8 per mille, viene erogato solo in presenza di una precisa scelta del contribuente. Oltre alla firma da apporre nella casella corrispondente alla categoria dell’ente prescelto, infatti, occorre scrivere il codice fiscale dell’ente stesso altrimenti la decisione non è valida.
Quando la scelta si riferisce al Comune di residenza non occorre indicare codice fiscale: basta apporre la propria firma nell’apposita casella e la quota Irpef andrà a favore del Comune di residenza del contribuente.
Sono oltre 38 mila i soggetti…in gara per la spartizione di 270 milioni di euro, il tetto massimo che la finanziaria destina al 5 per mille da quest’anno.
In realtà il 5 per mille funziona in maniera alquanto diversa rispetto all’8 per mille che viene destinato alle confessioni religiose giacché, inizialmente, era stato istituito per finanziare solo i centri e gli enti di ricerca, ma quando poi si è concretizzato il principio è stato ampliato ed i criteri sono diventati più ampi.
Sono stati fatti tre elenchi, ma in essi sono finiti  associazioni di ogni tipo, da quelli degli enti lirici, alle associazioni sportive, agli asili nido, all’Unicef, al Wwf, agli oratori salesiani e persino a società bocciofile e a circoli da bridge. 
Il grosso degli enti, 29 mila, sta nel primo elenco. Quello degli enti che svolgono ricerca scientifica, compilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca comprende solo trecento soggetti. Vi sono compresi anche centri come Telethon. Il terzo elenco, degli enti sanitari, stilato dal Ministero della Salute, comprende 49 iscritti tra cui gli Istituti Zooprofilattici sperimentali.
È appena il caso di ricordare che tanti dei soggetti iscritti nei vari elenchi hanno già iniziato una vera e campagna di sensibilizzazione. Tanti puntano sui loro iscritti e adepti. Molti stanno organizzando concerti e campagne di volantinaggio per fare conoscere il proprio codice fiscale.
Tutti hanno visto nel 5 per mille un meccanismo per sopperire ai tagli della finanziaria anche se il finanziamento non arriverà automaticamente, ma fra due anni e dopo un iter abbastanza complesso
Per i Comuni ovviamente non c’è elenco, essendo automaticamente valido quello di tutti gli oltre ottomila Comuni italiani.
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