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11.04.2026

Dad a maggio? Il no dei genitori: “I problemi energetici non possono essere scaricati sulle famiglie”, parla il Moige

Dad a maggio a causa della crisi energetica in corso per risparmiare su riscaldamenti e benzina? Cosa ne pensano i genitori? A dire la sua, dopo l’allarme che è stato lanciato una settimana fa, il sabato di Pasqua, da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige (Movimento Italiano Genitori).

Quest’ultimo ha bocciato totalmente l’ipotesi ieri, 10 aprile, ospite insieme al pedagogista Daniele Novara e allo stesso Pacifico, nel corso di un talk organizzato dalla Tecnica della Scuola per parlare proprio di questo tema.

Ecco le sue osservazioni: “La situazione legata al Covid ha già provocato fin troppi danni; stiamo ancora pagando lo scotto sociale e psicologico del periodo in cui i ragazzi sono stati tenuti rinchiusi. Bisogna essere estremamente cauti prima di compiere scelte così radicali. Dobbiamo partire dal presupposto che le problematiche di natura energetica non possono essere scaricate sempre sulle famiglie e sui minori. La centralità di uno Stato deve essere la tutela dei minori in prima battuta: prima di arrivare a soluzioni così estreme, si valutino altri ambiti dove è possibile fare risparmio energetico o utilizzare energie alternative. Esprimiamo tutto il nostro disagio verso questa ipotesi, anche se fortunatamente il Ministro si è già espresso chiaramente in merito alla sua inesistenza. Mi auguro sinceramente che questo tema non venga più ripreso”, ha detto chiaramente.

“Ci auguriamo che questa assurda guerra possa finire e che possa esserci un’epoca di pace. Stiamo vivendo una situazione conflittuale che porta solo morte e povertà. Mi chiedo cosa significhi per le nuove generazioni crescere in un contesto di guerre continue. Noi ‘boomer’ abbiamo vissuto un periodo di pace molto più stabile, caratterizzato da linguaggi, relazioni e valori molto più sereni di quelli attuali. La riduzione delle accise è un elemento positivo che aiuta le famiglie a risparmiare, ma non è questo che risolve il problema della povertà dei nuclei familiari. Il tema è molto più ampio e riguarda una tassazione ingiusta: vengono tassate le risorse che i genitori destinano all’educazione e alla crescita dei figli, configurando una chiara discriminazione. È inaccettabile che il reddito utilizzato per la crescita di un minore venga colpito dal fisco; è giusto tassare l’adulto per il reddito che genera per sé, ma non quello destinato ai figli. In un’Italia che affronta una grave denatalità, si chiede ai genitori un atto di eroismo che non tutti possono o vogliono compiere”, ha aggiunto.

Dad a maggio? Quasi la metà dei docenti a favore

La Didattica a distanza per cause nazionali di forza maggiore, tanto osteggiata durante e dopo il periodo Covid, non sembra essere disdegnata dagli insegnanti, almeno così come ci si potrebbe aspettare: in caso di aggravamento della crisi energetica, dovuta alla guerra in Medio Oriente, quasi la metà dei docenti si dichiara infatti favorevole all’attivazione della didattica a distanza.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Tecnica della Scuola, con 1.655 risposte prodotte da docenti, studenti e genitori all’indomani dell’ipotesi Dad da svolgere già nel mese di maggio, paventata dapprima in ambienti sindacali nel weekend di Pasqua, ma poi smentita dal Governo.

In particolare, esaminando le risposte al sondaggio, risulta che il 52,82% dei docenti rifiuta l’idea di tornare alla Dad, o comunque non la ritiene una misura adeguata da applicare. Il 46,40% invece la gradirebbe, forse anche spinto dalla necessità di risparmiare i soldi della benzina, in costante aumenti, per recarsi al lavoro. In generale, la maggior parte dei docenti ha specificato che la didattica ideale si svolge in presenza, ma in determinate circostanze la Dad è comunque una risposta possibile per proseguire le lezioni.

Attraverso il sondaggio è stato chiesto, solo agli insegnanti, anche di esprimere la loro opinione rispetto al possibile svolgimento – in vista degli ultimi adempimenti di maggio e giugno – dei collegi docenti in modalità online. Su questa possibilità la tendenza è risultata decisamente chiara: l’88,95% degli insegnanti si è espresso in modo favorevole.

La simulazione: quanto spendono i docenti per il carburante?

Una percentuale non trascurabile di lavoratori della scuola, docenti e Ata, è costretta a compiere ogni giorno tratti di strada non indifferenti: sono i pendolari della scuola. Ma quanto spendono questi dipendenti ogni mese? Da una simulazione della Tecnica della Scuola risulta che la spesa è importante.

Se si calcola una tratta di 150 chilometri al giorno, 75 chilometri all’andata e 75 al ritorno, solo nel mese di febbraio, a fronte di 24 giorni lavorativi, la spesa per un docente pendolare è stata di circa 306 euro per un’auto a diesel (calcolando una media di 20 chilometri percorsi con un litro di carburante) e di 397 euro per un’auto a benzina (15 chilometri al litro). A marzo, a fronte di 26 giorni lavorativi, a causa dell’innalzamento del prezzo del carburante, la spesa è lievitato a 388 euro per un’auto a diesel e a 459 euro per un’auto a benzina. Considerando che il compenso di un dipendente pendolare della scuola varia, a inizio carriera, tra i 1.200 e i 1.500 euro, possiamo dire che la spesa affrontata per il trasporto casa-scuola-casa (senza considerare altri costi, come l’usura delle gomme, dei freni e delle somme necessarie all’assistenza del veicolo privato) si colloca tra il 25% e il 30% dello stipendio.

Cosa dice la normativa sulla Dad?

Ma le scuole sarebbero pronte a tornare alla didattica a distanza? La Tecnica della Scuola ha ripercorso le indicazioni date alle scuole durante la pandemia da Covid, dai primi Dpcm fino alle linee guida del 7 agosto 2020 che parlavano di Didattica Digitale Integrata (DDI). 

C’è da ricordare che secondo quanto stabilito dall’Ipotesi di CCNI del 25 ottobre 2020, l’attivazione della didattica a distanza è “strettamente ed esclusivamente legata allo stato di emergenza dovuto al virus COVID-19”, almeno a livello generalizzato. In soldoni, al momento il CCNI dei docenti relativo alla Dad fa riferimento solo alla situazione epidemiologica da Covid. Solo con un intervento del Governo si potrebbe estendere ad altre situazioni, come appunto quella attuale di crisi energetica.

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