Finisce la scuola, iniziano i problemi. Per una larga parte delle famiglie italiane l’estate non è sinonimo di vacanza ma di conciliazione impossibile tra lavoro e figli da gestire. A mancare sono strutture gratuite, servizi accessibili, opportunità educative e ricreative diffuse sul territorio. Un vuoto che lo Stato non ha ancora colmato e che ogni anno si ripresenta puntuale come il calendario.
Proprio per rispondere a questo bisogno l’Emilia-Romagna ha deciso di anticipare la riapertura delle scuole al 31 agosto, un segnale che sta facendo scuola anche altrove: Genova si sta muovendo nella stessa direzione. Nel frattempo cresce il fronte di chi chiede una riforma strutturale del calendario scolastico, con le vacanze distribuite su tutto l’arco dell’anno anziché concentrate in estate. I potenziali benefici sarebbero molteplici: meno burnout per i docenti, apprendimento più continuativo per gli studenti, maggiore equilibrio per le famiglie. Ma non tutti sono convinti. Di questo si è discusso nell’ultima puntata di Scuola Talk, il talk show di approfondimento de La Tecnica della Scuola, trasmesso in diretta video su Facebook e YouTube. Con Sara Malnerich e Francesca Fiore – le popolari #Mammadimerda – e la dirigente scolastica Chiara Palù, i dati e un sondaggio esclusivo su oltre 400 tra docenti, dirigenti e famiglie hanno animato un confronto acceso e ricco di spunti.
Sul benessere dei docenti, interviene la dirigente: “Bisognerebbe cominciare senza aspettare che tutto sia perfetto. Anche i docenti avrebbero vantaggi, perché arrivano a giugno molto affaticati a causa delle poche pause durante l’anno. Come è successo con l’eliminazione del sabato a scuola – inizialmente osteggiata per abitudine ma ora accettata da tutti – una volta visti i vantaggi non si tornerebbe più indietro. Il cambiamento spaventa gli adulti, ma bisogna far comprendere i benefici. Anche per i docenti ci sono aspetti positivi”.
E ha aggiunto: “Basterebbe aggiungere due settimane a settembre e un paio a giugno, recuperandole accorciando le pause natalizie o pasquali, come avviene in Francia. Durante queste pause la scuola dovrebbe offrire un servizio”.