Nel panorama dell’istruzione secondaria di secondo grado, l’orientamento alla mobilità internazionale sta attraverso una trasformazione. Se storicamente le destinazioni occidentali come gli Stati Uniti hanno rappresentato il principale polo d’attrazione, i dati più recenti registrano un ridimensionamento del loro appeal (dal 84% al 72%) a favore di mercati e contesti culturali non convenzionali. In questo scenario, la Cina emerge come una delle mete emergenti più desiderate dagli adolescenti italiani.
Secondo la seconda edizione dell’indagine promossa da Fondazione Intercultura ets e condotta da Ipsos-Doxa, la quota di studenti italiani (14-19 anni) interessati a un periodo di studio in Cina è balzata dal 29% del 2017 al 45% del 2026. Contestualmente, il sentiment positivo globale verso il Paese asiatico è cresciuto dal 54% all’88%.
La ricerca è stata presentata a Roma il 30 settembre, nel corso dell’evento “Moving Minds: adolescenti italiani, Cina e mobilità interculturale. Įe percezioni dei giovani attraverso l’incontro e la mobilità interculturale in Cina” organizzato da Fondazione Intercultura ets, in partnership con Intesa Sanpaolo e Università degli Studi Roma Tre.
A stimolare la curiosità dei ragazzi sono soprattutto l’innovazione tecnologica (45%), l’accesso a mercati emergenti (44%) e il desiderio di apprendere la lingua cinese (37%, con un picco del 63% tra i ragazzi maggiormente motivati). In questo percorso di scoperta, la scuola gioca un ruolo decisivo: il 21% degli studenti dichiara di essere entrato in contatto con la cultura cinese proprio attraverso i libri di testo o le attività proposte dai propri docenti.
Incentivare gli studenti a valutare mete meno tradizionali offre un ritorno formativo straordinario. Chi affronta un percorso di studio in un contesto complesso come quello cinese sviluppa un profilo scolastico e personale d’eccellenza:
Durante la presentazione Mattia Baiutti, Segretario Generale di Fondazione Intercultura, ha dichiarato che “l’indagine conferma il valore della mobilità studentesca internazionale in età adolescenziale nello sviluppo di competenze trasversali e non cognitive fondamentali per il lavoro e per la cittadinanza attiva. Questo vale non solo per le destinazioni tradizionali, ma anche per contesti culturalmente più lontani, come l’Estremo Oriente e la Cina. È significativo che siano gli stessi adolescenti a riconoscere nella Cina una meta di particolare interesse per un’esperienza di studio e di crescita“.
Le barriere percepite dalle famiglie legate alla distanza (67%) e alla lingua (71%) possono essere superate grazie a un’adeguata informazione. Ben il 95% degli studenti ritiene fondamentale poter contare su una rete di sostegno strutturata, di cui la scuola è pilastro fondamentale.
I docenti possono fare da ponte nell’orientamento, facendo conoscere alle classi le opportunità di finanziamento: oltre due terzi degli studenti partiti per la Cina con Intercultura APS hanno infatti usufruito di borse di studio totali o parziali. Promuovere mete più lontane culturalmente dalla nostra significa aiutare gli studenti a guardare oltre i confini abituali, trasformando la curiosità per l’innovazione in un solido progetto di vita e di carriera con un forte impatto sulla comunità.