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30.09.2026

Dalla classe al mondo: la Cina ridefinisce il futuro della mobilità scolastica. Il rapporto di Fondazione Intercultura

Nel panorama dell’istruzione secondaria di secondo grado, l’orientamento alla mobilità internazionale sta attraverso una trasformazione. Se storicamente le destinazioni occidentali come gli Stati Uniti hanno rappresentato il principale polo d’attrazione, i dati più recenti registrano un ridimensionamento del loro appeal (dal 84% al 72%) a favore di mercati e contesti culturali non convenzionali. In questo scenario, la Cina emerge come una delle mete emergenti più desiderate dagli adolescenti italiani.

Il trend: l’interesse crescente dei giovani verso la Cina

Secondo la seconda edizione dell’indagine promossa da Fondazione Intercultura ets e condotta da Ipsos-Doxa, la quota di studenti italiani (14-19 anni) interessati a un periodo di studio in Cina è balzata dal 29% del 2017 al 45% del 2026. Contestualmente, il sentiment positivo globale verso il Paese asiatico è cresciuto dal 54% all’88%.

La ricerca è stata presentata a Roma il 30 settembre, nel corso dell’evento “Moving Minds: adolescenti italiani, Cina e mobilità interculturale. Įe percezioni dei giovani attraverso l’incontro e la mobilità interculturale in Cina” organizzato da Fondazione Intercultura ets, in partnership con Intesa Sanpaolo e Università degli Studi Roma Tre.

Eccellenza scolastica e competenze non cognitive e trasversali

A stimolare la curiosità dei ragazzi sono soprattutto l’innovazione tecnologica (45%), l’accesso a mercati emergenti (44%) e il desiderio di apprendere la lingua cinese (37%, con un picco del 63% tra i ragazzi maggiormente motivati). In questo percorso di scoperta, la scuola gioca un ruolo decisivo: il 21% degli studenti dichiara di essere entrato in contatto con la cultura cinese proprio attraverso i libri di testo o le attività proposte dai propri docenti.

Incentivare gli studenti a valutare mete meno tradizionali offre un ritorno formativo straordinario. Chi affronta un percorso di studio in un contesto complesso come quello cinese sviluppa un profilo scolastico e personale d’eccellenza:

  • rendimento scolastico di alto livello: gli ex partecipanti ai programmi in Cina registrano un voto medio di diploma pari a 88/100 (rispetto alla media nazionale di 78/100) e una media di laurea di 105/110 (contro il 102 nazionale);
  • maturazione personale e soft skill: se chi non è mai partito percepisce l’esperienza all’estero come un mero arricchimento del CV, il 96% degli ex partecipanti testimonia capacità di integrazione e relazione (76%) e l’adattabilità (73%);
  • sbocchi internazionali: il 79% degli ex borsisti dichiara che l’esperienza hacondizionato le proprie scelte di vita, mentre il 54% ha proseguito gli studi universitari all’estero.

Durante la presentazione Mattia Baiutti, Segretario Generale di Fondazione Intercultura, ha dichiarato che “l’indagine conferma il valore della mobilità studentesca internazionale in età adolescenziale nello sviluppo di competenze trasversali e non cognitive fondamentali per il lavoro e per la cittadinanza attiva. Questo vale non solo per le destinazioni tradizionali, ma anche per contesti culturalmente più lontani, come l’Estremo Oriente e la Cina. È significativo che siano gli stessi adolescenti a riconoscere nella Cina una meta di particolare interesse per un’esperienza di studio e di crescita“.

Il ruolo dei docenti: reti di sostegno e borse di studio

Le barriere percepite dalle famiglie legate alla distanza (67%) e alla lingua (71%) possono essere superate grazie a un’adeguata informazione. Ben il 95% degli studenti ritiene fondamentale poter contare su una rete di sostegno strutturata, di cui la scuola è pilastro fondamentale.

I docenti possono fare da ponte nell’orientamento, facendo conoscere alle classi le opportunità di finanziamento: oltre due terzi degli studenti partiti per la Cina con Intercultura APS hanno infatti usufruito di borse di studio totali o parziali. Promuovere mete più lontane culturalmente dalla nostra significa aiutare gli studenti a guardare oltre i confini abituali, trasformando la curiosità per l’innovazione in un solido progetto di vita e di carriera con un forte impatto sulla comunità.

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