Al Teatro alla Scala di Milano si sono svolte le celebrazioni per i 120 anni della Cgil, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo discorso, il segretario generale Maurizio Landini ha ripercorso la storia del sindacato, dalla nascita a Milano nel 1906 fino alle sfide di oggi tra diritti, pace, partecipazione e trasformazione tecnologica, ringraziando il Capo dello Stato per la sua “costante sensibilità e vicinanza” al mondo del lavoro.
Nel ringraziare Mattarella, Landini lo ha definito “il garante riconosciuto” dell’unità della Repubblica e della Costituzione, descritta come una carta che “non esclude nessuno, a partire dalle studentesse e studenti, dalle donne e dagli uomini indipendentemente dalla provenienza, dalla religione e dal colore della pelle”. Un passaggio che colloca il mondo scolastico tra i soggetti tutelati dai principi costituzionali richiamati nel discorso.
Il segretario ha citato le tappe storiche del sindacato, da Giuseppe Di Vittorio a Luciano Lama fino a Bruno Trentin, per poi soffermarsi sui temi di oggi: la corsa al riarmo, la crisi climatica, la rivoluzione tecnologica e la necessità di nuovi diritti di partecipazione per lavoratrici e lavoratori. Ha inoltre annunciato una prossima assemblea programmatica per aggiornare le proposte della confederazione sul futuro del lavoro e del Paese. Alla cerimonia sono intervenuti anche Lella Costa, Angela Finocchiaro, Lodo Guenzi e Stefano Massini, con testimonianze e filmati sulla storia della Cgil.
Dopo il discorso di Landini, la cerimonia è proseguita con l’esecuzione del passo a due dal secondo atto del balletto Giselle. Al termine, il pubblico ha tributato una nuova standing ovation a Mattarella; dopo la sua uscita dalla sala, i presenti sono rimasti a intonare in coro Bella ciao, chiudendo così le celebrazioni per l’anniversario.