Home Politica scolastica Ddl: non chiamatelo nuovo modello di scuola

Ddl: non chiamatelo nuovo modello di scuola

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Dopo l’ampia consultazione su La Buona scuola, alla quale anche Cittadinanzattiva ha partecipato, erano cresciute le aspettative e le speranze da parte di tanti cittadini sul fatto che davvero si volesse “riformare” la scuola italiana. “Il disegno di legge presentato ieri, pur contenendo alcune proposte interessanti, altre meno condivisibili, non presenta un respiro di radicale trasformazione della scuola italiana ma un agglomerato di proposte”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

In particolare sul tema dell’edilizia scolastica, Cittadinanzattiva nutre alcune perplessità su quanto previsto dal disegno di legge.

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Le classi pollaio non si superano solo con una migliore e più numerosa flotta di insegnanti, ma stabilendo criteri certi per assicurare aule vivibili e spazio vitale sufficiente. D’altra parte se non si supera la vecchia legge sui metri quadri a disposizione, ci saranno come sempre dirigenti attenti al problema dello spazio ed altri concentrati ad assicurarsi il maggior numero di iscritti”, afferma Bizzarri. “Sull’Osservatorio dell’edilizia scolastica, ci preme sottolineare la opportunità che esso venga aperto a soggetti della società civile che da anni forniscono dati, informazioni, proposte operative, buone pratiche. Sull’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, se ne parla come se esistesse, fosse aggiornata e completa e rappresentasse un effettivo strumento di programmazione. Questa purtroppo sappiamo non essere la realtà, ma, dopo tanti annunci, chiediamo che entro giugno 2015 la situazione sia sanata, affinché i piani previsti dal Ddl possano essere implementati.

Ci fa piacere sia stata accolta la proposta di Cittadinanzattiva di avviare una indagine relativa ai solai delle scuole per prevenire gli innumerevoli ed incontrollati fenomeni di crolli di solai, controsoffitti, intonaco, che tanto stanno funestando le scuole italiane. Speriamo solo che gli Enti proprietari prendano seriamente a cuore questa opportunità e cofinanzino l’iniziativa”.

Infine, ma non da ultimo l’importante tema della valutazione dei docenti e dei Dirigenti scolastici. “Su questo – conclude Bizzarri – non ci convince la delega in bianco ai presidi per ciò che riguarda la valutazione del personale docente in relazione, soprattutto, al sistema premiante. Riteniamo sia fondamentale mettere a punto un sistema valutativo condiviso con gli stessi docenti e in cui sia possibile tenere conto anche dei diversi punti di vista: colleghi, studenti, famiglie”.