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Decreto anticrisi: Governo battuto in Commissione Cultura

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Nei prossimi giorni la Camera dei deputati esaminerà il “decreto anticrisi” che – come è noto – contiene alcune norme che riguardano anche la scuola (tra queste la contestatissima disposizione sulla data limite per l’approvazione dei regolamenti applicativi della riforma della scuola).
Il percorso nelle Commissioni non è stato privo di sorprese: in Commissione Cultura la maggioranza è stata battuta e il PD è riuscito a far approvare un proprio parere alternativo che mette in discussione proprio l’assenza di disposizioni tese a rivedere il piano dei tagli agli organici della scuola previsto dall’articolo 64 della legge 133/08.
“Per le parti di competenza – si legge infatti nel parere presentato dal PD e poi approvato dalla Commissione –
ciò che preoccupa del provvedimento in esame sono tanto gli interventi presenti, quanto quelli assenti”
Secondo il PD preoccupano in particolar modo l’assenza di interventi a sostegno dell’istruzione, poiché gli effetti della legge 133/08 sono pesanti per molteplici aspetti: drastica riduzione degli organici del personale docente e ATA, aumento del numero degli alunni per classe, riduzione del tempo scuola nella scuola primaria e secondaria di primo grado, indebitamento delle istituzioni scolastiche che non sono nelle condizioni di pagare le supplenze effettuate, riduzione degli orari di insegnamento di alcune discipline; disposizioni che – nel loro complesso – determinano “un grave impoverimento della scuola pubblica, alla quale sono venute a mancare le risorse indispensabili per lo sviluppo dell’azione didattica, educativa, di istruzione e ricerca, smantellandone punti essenziali di qualità”.
Non manca, nel parere approvato dalla Commissione Cultura, un riferimento alla disposizione sulla data limite per l’approvazione dei regolamenti attuativi della riforma:
“la norma – si legge ancora nel parere – mira maldestramente a salvaguardare la sola certezza formale dei termini di emanazione dei regolamenti del citato articolo 64 e lascia i docenti, gli studenti e le famiglie in uno stato di incertezza per il corretto avvio dell’ormai prossimo anno scolastico”.
Quanto accaduto in Commissione Cultura non avrà effetti concreti sui contenuti del decreto, anche perché il parere approvato arriverà in aula attraverso la “mediazione” della Commissione Bilancio che ha invece titolo a riferire direttamente alla Camera.
Manuela Ghizzoni, deputata del PD, ritiene però che “se il Parlamento ha ancora un valore questo parere contrario deve obbligare il governo a più di una riflessione: certamente sulla scarsa tenuta della sua maggioranza, ma soprattutto sugli effetti negativi del decreto in tutto il settore della cultura e del sapere in Italia”.