Home Graduatorie Decreto Graduatorie d’Istituto, i sindacati si rivolgono al Tar

Decreto Graduatorie d’Istituto, i sindacati si rivolgono al Tar

CONDIVIDI

Ai toni bellicosi sono presto seguiti i fatti. Ancora prima della sua uscita nella versione definitiva, i sindacati rappresentativi hanno deciso di impugnare il decreto sulle Graduatorie d’Istituto. A nessuno tra di loro piace, come avevamo anticipato, il “megabonus” introdotto dall’amministrazione per premiare i possessori di abilitazione acquisita tramite Tfa. E’ troppo alto, evidentemente, è il divario che si creerebbe rispetto agli altri abilitati, in particolare a coloro che stanno conseguendo il titolo tramite i Pas.

“Il decreto che il ministro Giannini dichiara di aver firmato per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto, presenta vizi di illegittimità”, sostengono in una nota congiunta del tardo pomeriggio del 13 maggio Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Fed. Gilda Unams. “Senza il previsto percorso istituzionale modifica le tabelle per l’attribuzione del punteggio per le abilitazioni, introducendo palesi elementi di iniquità e irragionevolezza, creando inaccettabili disparità e conflittualità tra gli aspiranti alle supplenze”.

Le organizzazioni sindacali della scuola si dicono “contrarie nel merito e nel metodo, hanno dato mandato ai loro legali di impugnare congiuntamente al Tar il decreto ministeriale che modifica le tabelle e che è parte integrante dei provvedimenti per l’aggiornamento delle graduatorie per le supplenze del prossimo triennio”.

I sindacati tornano anche sulla scelta del Miur di imporre il decreto, informandoli praticamente a cose fatte. “Questa – continuano i rappresentanti dei lavoratori – è la prima risposta dei sindacati, a cui seguiranno ulteriori iniziative e mobilitazioni, se continueranno gli atteggiamenti di arroganza che portano a provvedimenti sbagliati ed inaccettabili e che comporteranno anche inevitabili ripercussioni sull’ordinato avvio del prossimo anno scolastico, di cui il ministro si assume tutta la responsabilità”.

Rimane solo un dubbio: e se il Miur avesse deciso all’ultimo momento di tornare sui suoi passi cancellando il “megabonus” ai ‘tieffini’?