Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 257 del 5/11/2025, è stata pubblicata la Legge 30 ottobre 2025, n. 164, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”.
Il Decreto scuola dunque è in Gazzetta Ufficiale. Ma quali sono le novità sul nuovo esame di maturità 2025/2026? Ne ha parlato, nel corso della diretta del 6 novembre, l’esperto di normativa scolastica prof. Lucio Ficara:
“Il bonus di cinque punti che c’era in passato è stato abrogato, si passa a un mini bonus di tre punti, ma solo per quegli studenti che con le loro forze, tramite il credito scolastico, le prove scritte e il colloquio orale arrivano alla soglia di almeno 90 punti.
Costoro, se arrivano almeno a 90 punti possono avere attribuiti altri tre punti di bonus con dei criteri che andrà a stabilire la commissione. Il credito scolastico rimane per com’è, ricordiamo che il credito scolastico si accumula in 3 anni e sono 12 punti per la terza superiore. Poi l’anno successivo sono 13 punti e nell’ultimo anno sono 15 punti. La somma già fa 40, rimangono 60 punti per l’esame che vengono equidistribuiti in 20 punti per la prova di italiano massimo, per 20 punti della seconda prova massimo, per 20 punti per il colloquio a livello massimo. La somma poi fa 40 + 60 fa 100 e in quel caso quando si raggiunge il 100 poi ci saranno i criteri che saranno deliberati dalla commissione.
Nel colloquio sarà obbligatoria la trattazione dell’educazione civica che è elemento portante e trasversale di tutte le discipline e in più l’alunno potrà rappresentare l’esperienza fatta nel percorso, che una volta si chiamava percorso per competenze e orientamento (la cosiddetta alternanza scuola lavoro) e che oggi si chiama Formazione scuola lavoro.”
“Sono stati stanziati 14 milioni di euro, di cui 3 milioni per il 2026 e 11 milioni per il 2027 per formare coloro che potenzialmente avranno la nomina. Già nel 2026, prima dell’esame, ci sarà una formazione diretta ai potenziali docenti che andranno a fare il nuovo esame e tale formazione, a partire dal 26-27, costituirà per i docenti, una priorità nel fare i commissari di esami di Maturità futuri, formazione pagata dal Ministero. Una formazione mirata che sarà l’anticamera dell’ordinanza ministeriale che andrà a regolare poi in maniera applicativa tutte queste novità, che dovranno essere di dominio della commissione, ognuno per quello che rappresenterà poi all’interno della commissione, il presidente come elemento che andrà a gestire l’aspetto burocratico e amministrativo, ma anche le componenti singole per come dovranno correggere i compiti.
Per esempio in Gazzetta Ufficiale è scritto che le prove scritte verranno corrette per sottocommissioni, per aree disciplinari. Per cui, se per esempio il docente di matematica all’interno della commissione avrà un docente di scienze, è chiaro che il docente di matematica col docente di scienze andranno a costituire un’area disciplinare che potranno in maniera autonoma correggere, ma è anche espressamente scritto nella legge e non nell’ordinanza, che la valutazione poi delle prove sarà collegiale, cioè tutti e cinque i membri della commissione dovranno valutare quel compito. Dunque, il voto lo propone chi corregge (il professore di matematica), ma la valutazione complessiva da protocollare nei verbali della seduta di correzione sarà una valutazione collegiale.
Dunque, il professore di matematica può valutare anche il compito d’italiano come valutazione, come il professore d’italiano potrà fare quello di matematica. Nel classico il professore d’italiano potrà dare la sua valutazione per il compito di latino e greco e il professore dilatino e greco potrà dare il suo contributo alla valutazione del dell’italiano. come ogni membro della commissione”.